FIRENZE – Dal Q2 un esempio di ecologia civica

A lanciarlo è stata Jessica Maggesi, residente di Coverciano

“Walk and Clean”, un progetto ideato e diffuso a mezzo social da Jessica Maggesi, nasce come un esempio di ecologia concreta che parte dal basso.

Una felice dimostrazione di come l’ecologia possa essere anche concreta. Non un libro dei sogni o una sequela di richieste, più o meno fattibili, ma qualcosa di estremamente reale. A vantaggio di tutti i cittadini. È quello che sta dimostrando Jessica Maggesi, abitante di Coverciano (Q2), impegnata in prima linea per rendere il suo territorio migliore. Jessica si spende quotidianamente per tenere pulito il Parco del Mensola.

Sicurezza idrogeologica, tutela della biodiversità e benessere urbano.

Realizzato dopo una lunga attesa, il Parco nasce come cassa di espansione del Mensola, un affluente dell’Arno (sfocia a Rovezzano): per prevenire il rischio alluvione, infatti, occorre controllare tutto il reticolo idrogeologico. Gli oltre mille alberi piantati lo rendono inoltre il secondo polmone verde della città, dopo le Cascine.

Il percorso all’interno è particolarmente pregevole perché permette di fare sport all’aperto ammirando le colline di Settignano. Non sono mancati però i problemi. A cominciare dall’abbandono di rifiuti, una costante per altro nella zona, soprattutto in via della Chimera, via del Guarlone e via della Torre, in corrispondenza del deposito carburante occupato. Non solo, spesso i cittadini hanno denunciato lo stato di salute precario degli alberi piantati nel parco che d’estate, hanno mostrato una certa sofferenza.

L’ecologia civica parte dal basso. Anche per questo è nato il progetto Walk and Clean, lanciato da Jessica Maggesi (a partire proprio dal Parco del Mensola ma estesosi poi a tutta la città), con un ottimo riscontro da parte degli abitanti della zona. Camminare nel parco del Mensola avendo cura che rimanga pulito e pienamente fruibile per tutti: è questo l’obiettivo di Jessica e il suo gruppo di affiliati.

Una delle loro preoccupazioni, rimarcate a suon di video, è la mancanza dei cestini. In più di un’occasione è stata la stessa Jessica a metterne alcuni, ricavati da alcuni bidoni (anch’essi un tempo erano rifiuti abbandonati). Quasi tutti i giorni va al parco, controlla i cestini e se pieni e non svuotati provvede lei di persona. In una diretta Facebook del 28 settembre ha rilanciato la sua richiesta dando pure al sindaco e al presidente del quartiere un perentorio “mese di tempo per mettere i cestini”. Pena? La rimozione dei cestini che lei ha istallato.

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