L’anima del colore, a Palazzo Strozzi la grande retrospettiva Rothko a Firenze

Dal 14 marzo al 23 agosto 2026 in mostra oltre 70 opere tra Fondazione Palazzo Strozzi, Museo di San Marco e Biblioteca Laurenziana

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Mark Rothko, ©2026 by Kate Rothko Prizel and Christopher Rothko / Artist Rights Society (ARS), New York / SIAE, Roma

Dopo ben cinque anni di incessante e appassionato lavoro organizzativo, intessuto di un serrato dialogo con le più prestigiose istituzioni museali del mondo, la Fondazione Palazzo Strozzi è orgogliosa di inaugurare oggi uno degli eventi espositivi più attesi e imponenti degli ultimi decenni: “Rothko a Firenze” aperta al pubblico dal 14 marzo al 23 agosto 2026.

Questa straordinaria mostra internazionale porta nel cuore del Rinascimento l’opera di Mark Rothko, indiscusso maestro dell’arte moderna, offrendo a cittadini, famiglie e viaggiatori di ogni età un’esperienza visiva ed emotiva senza precedenti. Una mostra che nell’intento del Direttore Generale della Fondazione Arturo Galansino rappresenta un progetto unico, concepito appositamente per Palazzo Strozzi, ed è nata dal desiderio di offrire un incontro profondo con la sua ricerca, ricostruendo nelle nostre sale tutte le principali fasi della sua carriera, attraverso un’ampia selezione di opere, e mettendo in dialogo la potenza silenziosa delle sue opere con la storia della città.”

Un viaggio immersivo tra oltre 70 capolavori internazionali

Il percorso espositivo, curato da Christopher Rothko ed Elena Geuna, vanta oltre 70 opere, molte delle quali mai esposte prima in Italia, provenienti da colossi museali come il Museum of Modern Art (MoMA) e il Metropolitan Museum of Art di New York, la Tate di Londra, il Centre Pompidou di Parigi e la National Gallery of Art di Washington DC.

L’itinerario si snoda in un percorso cronologico ed emotivo. Dal primo nucleo di opere degli esordi negli anni Trenta emerge il profondo interesse dell’artista per l’impianto compositivo rinascimentale: un esempio emblematico è Interior (1936), in cui è evidente il richiamo alla tomba di Giuliano de’ Medici scolpita da Michelangelo. A queste si affiancano i lavori neo-surrealisti degli anni Quaranta, preludio all’affascinante dissoluzione della forma dei cosiddetti Multiforms, che segnano il delicato passaggio verso la totale astrazione. Entrando nel cuore degli anni Cinquanta e Sessanta, il visitatore si trova di fronte alle celebri tele astratte. In questi capolavori, le ampie campiture cromatiche oltrepassano la bidimensionalità della tela, coinvolgendo profondamente lo spettatore attraverso un vocabolario intriso di luce e spiritualità.

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Mark Rothko, Untitled, Guggenheim Bilbao ©1998 by Kate Rothko Prizel and Christopher Rothko / Artist Rights Society (ARS), New York / SIAE, Roma

Il sogno italiano: l’urgenza della fisicità e la ricerca dell’intimità

Il progetto indaga e celebra l’amore viscerale di Rothko per l’Italia, un legame che ha avuto un effetto pervasivo e duraturo sia sulla sua arte che sulla sua vita personale, spingendosi molto oltre quanto già esplorato nella pur felice rassegna romana del 2007. Come evidenziato dal figlio e co-curatore Christopher, l’artista coronò il sogno di visitare il nostro Paese nel 1950, all’età di cinquant’anni. Fino a quel momento aveva studiato capillarmente le opere del Rinascimento sui libri, spesso accontentandosi di riproduzioni in bianco e nero, o ammirandole nelle prestigiose sale della Frick Collection e del Metropolitan Museum di New York. Tuttavia, Rothko avvertiva un’urgenza insopprimibile: la sua pittura era così intrinsecamente legata alla fisicità da rendergli indispensabile un’esperienza diretta. Aveva bisogno di vivere le opere d’arte nel loro contesto originario, percependone il respiro all’interno degli spazi architettonici per cui erano state concepite.

Questa retrospettiva fiorentina mira proprio a catturare le profonde risonanze tra le tele di Rothko e le folgorazioni visive assimilate tra Firenze, la Toscana, Arezzo, Assisi e le vestigia dell’antichità romana.  L’intimità di questo legame è arricchita dai vividi ricordi della figlia dell’artista, Kate Rothko Prizel che custodisce memorie preziose del loro ritorno in Italia nel 1966. In quell’occasione ebbe la fantastica opportunità di ammirare dal vivo gli affreschi del Beato Angelico, un maestro di cui Rothko le aveva parlato così tanto da regalarle, come suo primissimo libro d’arte, proprio un volume dedicato al frate pittore. Un’esperienza visiva indimenticabile che si unì all’impatto con l’architettura della Biblioteca Laurenziana, luogo che le fu rivelato essere stato una colossale fonte di ispirazione per la genesi dei Seagram Murals, esperienza che lo porta a concepire la pittura come una vera e propria architettura: uno spazio in grado di avvolgere e coinvolgere lo spettatore.

Tra il 1964 e il 1967 Rothko fu interamente assorbito dal monumentale progetto di uno spazio ottagonale che incarnasse la sua personale e totalizzante idea di arte, un intreccio tra nascita, morte, destino e scopo quale condizione umana. La Rothko Chapel di Houston verrà inaugurata nel 1971, un anno dopo la sua morte e custodisce 14 tele monumentali che spingono il visitatore verso una contemplazione quasi mistica, realizzate appositamente dall’artista per questo luogo. Nell’ambito degli eventi Fuorimostra, come tributo a questa esperienza unica, sabato 21 marzo 2026 è in programma l’esecuzione del brano Rothko Chapel, composto nel 1972 da Morton Feldman. Il concerto si terrà nella Sala Orchestra del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, spazio normalmente non accessibile al pubblico, che andrà a configurarsi come un ambiente fortemente evocativo e suggestivo, richiamando l’atmosfera dello spazio originale della Cappella.

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Rothko a Firenze, exhibition view, Palazzo Strozzi, Firenze, 2026. Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio

Nel 1968, a seguito di un ricovero per aneurisma dell’aorta, Rothko su consiglio dei medici riprende a lavorare esclusivamente su opere su carta di piccolo formato per poi tornare progressivamente a realizzare opere di dimensioni sempre maggiori, culminando con la sintesi di estrema introspezione della serie Black and Gray (1969-1970). È in questa fase conclusiva che la pittura tocca le sue vette più assolute e drammatiche, Rothko è stato indubbiamente un uomo segnato da una profonda inquietudine, che ha avuto un esito tragico e disperato. La sua ricerca artistica, specchio fedele della sua anima, è stata totale e intransigente fino alla fine come ammetteva lo stesso Rothko: “Chi piange davanti ai miei quadri vive la stessa esperienza religiosa che ho vissuto io mentre li dipingevo.”

La formula del “museo diffuso”: da Beato Angelico a Rothko

Questa eccezionale operazione si pone in profonda continuità con il formidabile successo della recente mostra dedicata a Beato Angelico, unanimemente riconosciuta come una delle esposizioni più belle degli ultimi anni. Il cui successo è derivato non solo dall’indiscussa qualità delle opere, ma dalla cura e dal racconto appassionante che ne è scaturito: una narrazione che ha saputo restituire a fiorentini e turisti un pezzo vibrante della cultura cittadina.

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Rothko a Firenze, exhibition view, Museo di San Marco, Firenze, 2026. Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio

Oggi, “Rothko a Firenze” raccoglie quel testimone ed eleva ulteriormente il format vincente del museo diffuso nel quale le istituzioni culturali di Firenze dimostrano di aprirsi, collaborare e dialogare costantemente tra loro. A questo proposito Fondazione CR Firenze e Fondazione Palazzo Strozzi promuovono una serie di visite guidate speciali alla mostra, visite che per i residenti della Città Metropolitana di Firenze, grazie al contributo della Fondazione bancaria fiorentina, saranno gratuite. La mostra rompe dunque i confini di Palazzo Strozzi e, grazie al Ministero della Cultura, coinvolge due luoghi inestimabili che incarnano perfettamente l’ideale di Rothko di uno spazio pubblico profondamente intimo:

Il Museo di San Marco, che riapre l’intero percorso museale con la Sala del Beato Angelico riallestita. In mostra cinque opere di piccolo formato realizzate dall’artista con tecniche diverse e appartenenti a periodi differenti, in dialogo diretto con gli affreschi delle celle che tanto lo avevano ispirato attraverso corrispondenze di colore, di materia e soprattutto di spirito. Se gli affreschi di Beato Angelico sono stati un modello di apertura contemplativa, la Biblioteca Laurenziana apre le porte alla percezione di quel peso esistenziale che lui stesso avrebbe evocato in seguito nelle tele più scure e circoscritte degli anni Sessanta. Il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana, ospita due tele di studi preparatori di Rothko per i pannelli Seagram in uno straordinario confronto con la tensione spaziale progettata da Michelangelo. Sottolinea questo legame Elena Geuna, co-curatrice della mostra per cui “L’incontro con Firenze rivela a Rothko una tradizione in cui pittura e architettura convergono in una dimensione contemplativa. La mostra inserisce la sua opera in questa prospettiva, dove la quiete meditativa di San Marco e la tensione della Biblioteca Laurenziana riecheggiano nella ricerca di una pittura capace di esprimere i più profondi stati d’animo umani.”

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Rothko a Firenze, exhibition view, Biblioteca Medicea Laurenziana, Firenze, 2026. Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio

La Fondazione Palazzo Strozzi invita dunque tutta la cittadinanza a varcare le soglie di questi luoghi per visitare la mostra Rothko a Firenze e partecipare alle numerose iniziative collaterali. Dal 20 marzo sarà inoltre disponibile in libreria l’omonimo catalogo di Marsilio Arte a cura di Christopher Rothko ed Elena Geuna.

Tutte le informazioni sulla mostra e gli eventi sono consultabili sul sito web della Fondazione Palazzo Strozzi.

La mostra è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze, con la significativa collaborazione di due importanti istituti del Ministero della Cultura: Direzione regionale Musei nazionali Toscana – Museo di San Marco e Biblioteca Medicea Laurenziana.

Sostenitori pubblici Fondazione Palazzo Strozzi: Comune di Firenze, Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Camera di Commercio di Firenze.

Sostenitori privati Fondazione Palazzo Strozzi: Fondazione CR Firenze, Fondazione Hillary Merkus Recordati, Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi.

Main Partner: Intesa Sanpaolo.

Con il supporto di Kenneth C. Griffin and Griffin Catalyst, Maria Manetti Shrem, Gruppo Beyfin S.p.A., Aon, Arteria, Enel.

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