Eroica Montalcino 2026 torna per la decima edizione

Domenica 31 maggio 2026 sulle strade bianche della Val d'Orcia

eroica 26 Ci sono partecipanti che arrivano per la prima volta e altri che, anno dopo anno, scelgono di tornare. È anche così che si misura la storia di Eroica Montalcino, che domenica 31 maggio celebrerà la sua decima edizione sulle strade bianche della Val d’Orcia.

In questi dieci anni Eroica Montalcino è cresciuta, ha allargato i suoi confini e consolidato la sua dimensione internazionale, ma ha anche costruito una comunità fedele. Lo raccontano i numeri: sono quindici i partecipanti che hanno preso parte a tutte le dieci edizioni, dal 2017 a oggi, senza mai mancare un appuntamento.

Arrivano da Brescia, Siena, Verona, Modena, Foligno, Arezzo, Roma, Ancona, Firenze e Montalcino. Tra loro c’è anche Daud Khan, pakistano di origine e romano d’adozione, unico partecipante internazionale ad aver vissuto tutte le edizioni di Eroica Montalcino.
La sua storia comincia lontano, in Pakistan, in una piccola città dove la bicicletta era prima di tutto un mezzo per muoversi. Da ragazzo imparava a pedalare come tanti, passando dal telaio prima ancora di arrivare ai pedali. Poi gli studi a Oxford, il lavoro internazionale, i viaggi in Asia e in Africa, fino all’arrivo in Italia nel 1989: «Sono venuto per una vacanza», racconta sorridendo. «Poi ho incontrato mia moglie e sono rimasto».
Roma è diventata casa, ma la bicicletta è rimasta una compagna di viaggio. La sua Gitane del 1984 è ancora quella con cui affronta le strade bianche di Montalcino.
Daud non cerca velocità, non cerca prestazioni. Il suo modo di stare in bicicletta è semplice e personale: abiti normali, nessuna ricerca di performance, il gusto del viaggio: «Non sono sportivo», dice quasi con ironia. «Per me andare in bici significa incontrare persone. Quando faccio un viaggio da solo, il bello è proprio questo».
È anche per questo che si è riconosciuto subito nell’Eroica: «Quando l’ho scoperta mi ha affascinato subito. Non era una corsa, ma non era nemmeno una passeggiata. Era stare insieme, in campagna, con un certo ritmo. Questa cosa mi è piaciuta».

Parole semplici che spiegano bene uno dei motivi per cui molti tornano a Eroica Montalcino. Perché qui i percorsi non sono solo distanze o dislivelli, ma modi diversi di attraversare un territorio: dalle colline del Brunello ai borghi della Val d’Orcia, dalle strade bianche ai ristori nelle piazze.

Chi torna ogni anno conosce già quelle strade. Sa dove la salita si allunga, dove il paesaggio si apre, dove vale la pena fermarsi qualche minuto in più. Ma ogni volta trova qualcosa di diverso: la luce, la stagione, le persone: «Per me tornare è anche una conferma», racconta Khan. «Vuol dire vedere se sono ancora capace di farlo».

Anche per questa decima edizione le iscrizioni stanno confermando la crescita dell’evento, con una presenza internazionale che rappresenta già il 36% dei partecipanti e diciannove Paesi rappresentati oltre all’Italia. Un segnale importante, che conferma come Eroica Montalcino continui ad attrarre ciclisti da tutto il mondo, ma soprattutto riesca a costruire qualcosa di raro: il desiderio di tornare.

Domenica 31 maggio, sulle strade bianche della Val d’Orcia, per qualcuno sarà la prima volta. Per altri, come Daud Khan e gli altri quattordici fedelissimi, sarà il decimo ritorno.

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