Serie A 2021-2022, l’esercito degli allenatori toscani


Tra le 20 squadre partecipanti al campionato di Serie A di quest’anno c’è un elevato numero di compagini allenate da toscani. La scuola dei tecnici toscani è fra le più presenti nel massimo campionato, oltre che fra le più vincenti, e quest’anno è rappresentata da ben sei nomi di rilievo che guidano altrettante squadre. Dopo il valzer degli allenatori avvenuto fra maggio e giugno, la parte alta della classifica vedrà protagonisti diversi allenatori nati in Toscana. Il dato curioso è che solo l’anno scorso a inizio campionato non figurava neanche un allenatore toscano, fino a quando non è subentrato Semplici a Di Francesco al Cagliari, raggiungendo poi la salvezza con gli isolani.

Massimiliano Allegri: ritorno alla Juve direzione Champions

Ecco uno degli allenatori toscani più vincenti insieme a Marcello Lippi: parliamo di Max Allegri, che condivide con Lippi le vittorie alla Juventus, ma a dividerli ci sono 45 km e un trofeo: 45 sono infatti i chilometri che dividono Livorno, luogo di nascita di Allegri, e Viareggio, dove è invece nato Lippi; mentre il trofeo a cui facciamo riferimento è la Champions League, che l’allenatore viareggino ha vinto proprio con la Juventus. Ci proverà quest’anno Allegri, che ritrova la Juventus dopo due anni di distanza e che tenterà di salire sul tetto più alto d’Europa, vera e propria ossessione della società sponsorizzata dal marchio Jeep.

Maurizio Sarri: napoletano di origine toscana anche lui vincente con la Juve ora alla Lazio

Come ha detto l’esperto Renzo Ulivieri in una recente intervista, gli allenatori toscani hanno qualcosa in più, delle piccole “furberie” che permettono loro di ottenere dal gruppo di calciatori qual qualcosa in più. Neanche a farlo apposto, l’ultimo allenatore italiano a vincere in Europa è uno di sangue toscano: parliamo di Maurizio Sarri, nato a Bagnoli in provincia di Napoli da genitori toscani e che ha poi diviso l’adolescenza fra Castro in provincia di Bergamo e Faella in provincia di Arezzo.

Oltre al prestigioso trofeo dell’Europa League vinto con il Chelsea, al suo palmarès Sarri annovera anche uno scudetto con la Juventus e spera ora di arricchirlo con Lazio, dove è approdato per sostituire Simone Inzaghi e dare continuità alle ultime stagioni positive dei biancocelesti.

Luciano Spalletti: il Napoli con un altro toscano dopo Mazzarri e Sarri

Napoli è una delle panchine maggiormente frequentate dagli allenatori toscani. Sarà il clima, il buon cibo o la guasconeria della popolazione partenopea che somiglia molto a quella toscana; fatto sta che all’ombra del Vesuvio i toscani si sentono a casa. Da Marcello Lippi, passando per Ulivieri, Mazzarri e Sarri, terminando con Luciano Spalletti, terzo allenatore toscano a guidare il Napoli nelle ultime 11 stagioni.

Il tecnico ex Inter e Zenit ha bisogno di rilanciarsi, così come il Napoli: entrambe le parti possono ripartire da ciò per trovare un feeling che con Gattuso è mancato. Il Napoli è, a ragione, inserito fra le possibili pretendenti al titolo detenuto dall’Inter a quota 7,50 come confermano i dati relativi ai pronostici dell’anno prossimo sulla Serie A al 22 giugno.

Dionisi all’esordio, Semplici alla conferma e Andreazzoli all’Empoli

Abbiamo appena “presentato” tre allenatori toscani che, salvo sorprese, molto probabilmente termineranno il campionato fra le prime sei posizioni in classifica con le proprie squadre. Passiamo ora invece in rassegna tre altri tecnici nati in Toscana che nella stagione calcistica 2021-2022 saranno chiamati a sfide più complesse. È questo il caso del giovane e promettente Alessio Dionisi, nato a Abbadia San Salvatore in provincia di Siena. Se l’anno scorso ha stravinto il campionato di B con l’Empoli, quest’anno avrà la grande occasione al Sassuolo, una società che lancia in continuazione senza sosta allenatori e calciatori da ormai dieci anni.

Proprio un altro toscano prenderà l’eredità di Dionisi all’Empoli. Aurelio Andreazzoli, nato a Massa nel 1959, è infatti il nuovo allenatore degli azzurri: è per lui questo un ritorno dopo la promozione dalla B alla A ottenuta con i toscani nel 2017-2018 e due parentesi nel campionato successivo di A che non evitarono però all’Empoli di retrocedere in serie cadetta.

Terminiamo con Semplici: allenatore nato a Firenze e arrivato “tardi” nel calcio dei grandi, ha però lasciato il segno ovunque sia andato; basta chiedere ai tifosi del Cagliari, salvato l’anno scorso, o a quelli di Ferrara, città che ha sognato grazie ai risultati ottenuti dalla SPAL: dalla Lega Pro alla A in due anni. Il fiorentino ripartirà ora dalla Sardegna, dove l’anno scorso ha ancora una volta confermato la bontà del suo lavoro.


Continua quindi la tradizione per gli allenatori toscani in Serie A. Sarri è stato l’ultimo a vincere in Europa, Lippi e Allegri sono fra i più vincenti di tutta la storia del calcio italiano, e vedremo quest’anno cosa faranno i sei toscani impegnati su altrettante panchine di A. La Toscana si conferma regione con lo sport al centro, come dimostrano anche i tanti atleti impegnati nelle discipline olimpiche a Tokyo 2020.

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