Dall’Europa nuove norme per la prestazione energetica degli edifici

Sempre più rigorose le norme dell'Europa sugli edifici di nuova costruzione e sull'adeguamento di quelli esistenti

Roma – Il consiglio dell’Unione Europea ha raggiunto l’accordo atteso da tempo sulla prestazione energetica degli edifici di nuova costruzione: entro il 2030 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a emissioni zero, mentre quelli già esistenti dovranno adeguarsi entro il 2050. Fanno eccezione alla norma alcuni edifici storici e tutti quelli di culto e deputati alla Difesa.

Per quanto riguarda gli edifici esistenti, le nuove norme che verranno introdotte dal Consiglio europeo puntano al progressivo miglioramento del parco immobiliare nazionale, attraverso lo strumento delle ristrutturazioni e l’eliminazione graduale degli edifici obsoleti e non migliorabili da un punto di vista energetico.

Sempre in sede di Consiglio è stato convenuto inoltre di introdurre due nuove categorie per l’APE, ovvero la A0, corrispondente appunto all’emissione zero in ambito immobiliare, e la A+, per gli edifici che non soltanto non emettono emissioni inquinanti, ma contribuiscono in modo sostenibile alla produzione energetica attraverso gli impianti solari.

Come ci ha spiegato Enrico Rigotti, costruttore nel Nord Italia e noto Youtuber per il settore immobiliare, costruire case a basso consumo energetico e ad alta efficienza non è soltanto un obbligo di legge, ma oggi più che mai un imperativo morale e soprattutto economico dopo gli aumenti del costo dell’energia: “Ad oggi è il mercato che chiede maggiore efficienza energetica. Se una casa in classe A riduce le spese relative ai consumi di circa il 75%, significa che a fronte di una spese annua di 2.000€, soltanto per il risaldamento e il raffreddamento degli ambienti e dell’acqua risparmieremo 1.500€ all’anno rispetto a una casa in classe G, ovvero alla maggior parte degli immobili in Italia”.

 

 

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