FIRENZE – La Metrocittà agli Stati Generali dello Sport, Armentano: “Essere audaci. Diventi un diritto nella Costituzione”

Il consigliere delegato ricostruisce il percorso delle Olimpiadi Metropolitane e invoca l'estensione dell'attività motoria a tutte le fasce d'età

“Le Olimpiadi metropolitane sono state la scorsa estate il frutto di un grande sforzo di energie e del coraggio di sportivi e delle società che li sostengono. E’ stato necessario e direi doveroso provarci, con risultati di grande partecipazione. Serve a volte essere audaci per provare a dare speranza e costruire il futuro, tanto più in questa lunga stagione di emergenza sanitaria”: Nicola Armentano, consigliere della Città Metropolitana delegato allo Sport, è intervenuto agli Stati Generali dello Sport, patrocinati e sostenuti anche dalla Metrocittà di Firenze.
I presidenti dello società sportive, ha rilevato Armentano nel suo intervento, “sono stati certamente sospinti all’azione dai doveri e dalle responsabilità legati al loro ruolo, ma prima di tutto da passione e amore per lo sport”.
“Non ci rassegniamo a un visione di corto respiro – ha insistito – Lo Sport deve diventare un diritto riconosciuto nella Costituzione. Non rappresenta infatti una dimensione aggiuntiva, ma un pilastro da collocare accanto all’istruzione scolastica e alla sanità. Essi stanno insieme come vasi comunicanti e quando questo accade vi è una ricaduta piena di benefici negli studenti e nel loro modo di educarsi a stare insieme agli altri e nell’ambiente”.
D’altra parte “si deve incoraggiare l’attività motoria che è scientificamente provato essere di sostegno alla salute in tutte le fasce d’età”.
“Abbiamo molto da fare – ha continuato Armentano – Il Covid ha putroppo generato la dissociazione e dispersione di tanti giovani, soprattutto adolescenti, dallo sport organizzato. Per questo credo che ai prossimi Stati Generali dovremo invitare anche il mondo della scuola e della sanità. Dovremo svolgere una riflessione più accurata in ordine allo sport agonistico e ai limiti anagrafici che lo presiedono per arrivare a programmare le visite di ammissione.
Dobbiamo trovare il modo di evitare le code per la visita medica in particolari periodi dell’anno, che per ovvi motivi di sicurezza della salute e per la responsabilità che tale osservanza comporta per i presidenti di società, rallentano spesso la partecipazione di molti atleti alle competizioni e agli allenamenti”.

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