Firenze c’è, un progetto di resilienza

Turismo sostenibile, istruzione, svolta green alcune delle priorità

Firenze c’è, un progetto nato da un gruppo di giovani fiorentini. Obiettivo: ripensare la città dopo la pandemia. Ecco le prime proposte.

La nostra generazione ha conosciuto periodi di grandi glaciazioni. Il nostro tempo è stato contraddistinto dalla costante incertezza, sul presente ma soprattutto sul futuro. All’esordio inquieto del Nuovo Millennio con lo spettro del terrore globale ha fatto seguito la grande crisi del 2008. Maturando negli anni ci siamo resi conti di vivere in un mondo sempre più finito. Il mercato del lavoro è sempre un labirinto. Scappare? Per molti di noi è stata l’unica opzione. Adesso la pandemia e una crisi che ha mandato in crisi il nostro sistema economico. L’impatto è stato ed è incalcolabile. Una guerra lampo che sta inghiottendo i sogni di tanti nostri concittadini con ricadute negative che iniziamo a percepire.

Questi mesi di giusto isolamento sono stati utili per prendere coscienza. Ognuno di noi nella frenesia del quotidiano fa molto e poco pensa. E se gli anziani, i nostri nonni e nonne che abbiamo visto perire, rappresentavano un prezioso ponte con il passato, noi giovani abbiamo il dovere di elaborare una visione nuova per un futuro altrimenti tetro.

La nostra città, come le altre a vocazione quasi esclusivamente turistica, è andata in crisi per il blocco del turismo. È prevedibile una ripresa graduale ma costante dei flussi turistici che comunque non vedranno né gli stessi numeri né le stesse modalità

Come molti fiorentini e osservatori, ci rendiamo conto che il modello di questi ultimi anni non ha funzionato e sarà difficilmente restaurabile. Ecco cosa pensiamo possa essere utile per ripartire.

  1. ·  Turismo sostenibile e diffuso. Il fermo ai flussi turistici sia un’occasione per rivedere il nostro modello: la città non può reggersi sulla monocultura turistica. Turismo sostenibile perché deve essere conciliato con le esigenze dei cittadini. Diffuso perché non può essere solo il centro l’unica valvola di sfogo ma dovrebbe essere incentivato anche nelle aree non centrali e nella provincia. Solo così potrà produrre benefici più omogenei senza impattare negativamente sul centro. No a grandi gruppi di turisti. (max 10 persone). È meno impattante per la città e i cittadini e consente di mantenere le distanze. Per un vero ripensamento dei flussi turistici è importante puntare su accordi tra Comune e tour operator/agenzie, in modo tale da tenere sotto controllo l’effettivo numero di persone.
  2. Volontariato. Il terzo settore ha rappresentato uno degli argini più solidi alla propagazione del Coronavirus ed è da sempre una delle propaggini più prossime al cittadino del welfare. Solo il volontariato arriva dove c’è bisogno e dove lo stato non arriva. Sono proprio le comunità solidali necessarie per una rinascita della città, soprattutto in tempi di emergenza sociale ed economica.
  3. Città resiliente. Indipendenza e produzione interna di energia per quella parte di cittadinanza che non può rendersi energeticamente autonoma (pannelli solari diffusi, pale eoliche ispirate a mulini a vento, mulini ad acqua mobili lungo gli argini dell’Arno). Creazione di cisterne e riserve idriche per far fronte a futuri possibili periodi di siccità, insieme a un uso più parsimonioso dell’acqua pubblica (irrigazione goccia a goccia per il verde urbano, fontanelli migliori che evitino sprechi). Manutenzione più mirata e attenta del verde pubblico, che tenga conto anche degli eventi atmosferici estremi e sia volta a difendere il patrimonio arboreo da essi. Per le future messe a dimora si considerino specie di alberi con benefici per il contesto urbano (bagolaro, tiglio, gingko biloba, acero riccio). Incremento del verde verticale. Produzione agricola interna in grado di fornire prodotti per le fasce di popolazione più fragili e che sia protetta da eventi atmosferici estremi (idroponica).
  4. Giovani. Puntare maggiormente su Università, Accademie e Scuole di formazione superiore. Agevolazioni/sussidi sugli affitti, sia studenti che lavoratori. Agevolazioni/sussidi per avviare nuove attività in proprio. Aiuti ad aziende, attività, imprese, negozi, ecc. che offrono formazione ai giovani, per l’inserimento nel mondo del lavoro.

Seguiranno altre proposte e iniziative.

Firenze c’è! Progetto di resilienza

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