VERSILIA – Stragi del sabato sera, la proposta di Giuliano Angeli patron della Bussola

Si parla di stragi del sabato sera, di prevenzione: e allora perché non piazzare davanti a tutti i locali, come hanno deciso di fare in Veneto, carcasse di auto incidentate per sensibilizzare su ciò che può accadere mettendosi alla guida in condizioni alterate?”. La proposta arriva dal patron della Bussola Giuliano Angeli, che in vista della prossima stagione estiva torna a chiedere ancora maggiore attenzione sul tema, dopo aver deciso di introdurre nel suo locale la prima consumazione analcolica, ovvero quella offerta con il prezzo di ingresso. 

Le drammatiche vicende avvenute in più parti d’Italia che hanno causato la morte di diverse giovani vite – ricorda Angeli – non possono essere archiviate velocemente dalla memoria collettiva ma, al contrario, devono essere oggetto di profonda analisi soprattutto da chi ha a che fare con il mondo notturno. La vita è il bene supremo da tutelare e credo che solo un’efficace sinergia può consentire il raggiungimento di un apprezzabile risultato”.

Angeli, nel ricordare l’ottimo lavoro svolto dalle forze dell’ordine, sia in chiave preventiva che repressiva sul nostro litorale, anche in considerazione del loro potenziale numerico, e nel plaudire alla decisione di intensificare i controlli nei pressi dei locali così come disposto dal Ministero dell’Interno, lancia l’ipotesi di collocare le carcasse d’auto come monito.

“In Veneto – spiega Angeli – la Regione si è mossa per avviare un progetto, “Okkio alla vita, guida con prudenza”, per far piazzare le auto così come erano al momento in cui sono state prelevate dopo gli urti contro piloni, altre auto o rotolate nei fossi. L’impatto è forte, certo, ma se così possiamo salvare una vita, noi non ci tiriamo indietro. Così come auspichiamo l’uso legale del “drogometro”, che consente accertamenti rapidi, e l’introduzione obbligatoria dell’autolock che rileva lo stato di ebbrezza del conducente attivando il blocco motore. I gestori non possono assumersi l’onere di controllare mezzi e/o persone: significherebbe sostituirsi alle forze dell’ordine e neanche possono seguire all’esterno coloro che vanno a bere alcool preventivamente nascosto nei bauli delle macchine parcheggiate magari lontano dai loro locali”.

Infine, per il patron della Bussola, va intensificata l’opera educativa. “Non ci possiamo permettere che ci siano ancora ragazzi che perdono la vita – conclude – per questo dobbiamo lavorare sul piano educativo, creando un’alleanza tra le istituzioni, i locali, la scuola e le famiglie, affinché, in futuro, noi gestori di locali notturni si abbia una clientela più ordinata, disciplinata, capace di divertirsi senza dover esagerare ed oltrepassare quel limite che non dovrebbe essere imposto ma che, invece, dovrebbe essere già ben radicato in ognuno di noi, poiché rappresenta il rispetto verso gli altri e verso le regole consapevoli che il nostro diritto finisce laddove inizia il diritto altrui. Noi gestori di locali notturni non possiamo risolvere una piaga sociale che rientra nei compiti delle famiglie e delle istituzioni a vario livello, ma certamente possiamo contribuire cercando di fare del nostro meglio potenziando l’attività a noi concessa di prevenzione”.

 

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