GROSSETO – Gestione precoce dell’ictus: formalizzato ufficialmente lo Stroke team attivo al Misericordia

E’ stato ufficialmente formalizzato lo Stroke team che sancisce la stretta sinergia tra i neurologi della Stroke unit, coordinata dal dottor Manuele Bartalucci, all’interno della Neurologia, diretta dal dottor Roberto Marconi, i neuroradiologi, coordinati dal dottor Marco Cireni e i professionisti del Pronto soccorso (PS), diretto dal dottor Mauro Breggia, per una migliore presa in carico in termini di tempestività d’intervento, di qualità dell’assistenza e di esito post trattamento.

Il servizio, già attivo da alcuni anni, assume adesso una precisa definizione che ne determina in maniera puntuale funzioni e organizzazione per una tutela della salute del paziente ancora maggiore.

I medici del PS, i neurologi e i neuroradiologi sono funzionalmente integrati e intervengono d’intesa quando si presentano pazienti con grave patologia cerebrovascolare. Il vantaggio infatti è la possibilità di assicurare, direttamente in Pronto soccorso un intervento multidisciplinare, determinante nella gestione della fase acuta della patologia ischemica e che può salvare la vita. I pazienti, portati in Ps con diagnosi di ictus cerebrale, vengono valutati dai professionisti dello Stroke team, i quali in caso di conferma del sospetto ictus ischemico, procedono al trattamento tramite trombolisi endovenosa o fibrinolisi, terapia che consiste nell’infusione endovenosa del farmaco fibrinolitico, entro 4/5 ore dopo l’esordio dei sintomi, con l’obiettivo di velocizzare i tempi del trattamento e rendere più snelle le successive fasi di cura e riabilitazione in capo al reparto di Neurologia, riducendo così la mortalità e la disabilità residua. Dopo questa prima fase in PS, spetta alla Neurologia, in area specifica di degenza Stroke Unit, la fase successiva riguardante il ricovero ordinario per la definizione diagnostica, la terapia della fase acuta, la presa in carico riabilitativa, la prevenzione secondaria e l’attivazione di percorsi di continuità assistenziale più appropriati, mirati al reinserimento domiciliare e sociale del paziente.

L’efficacia del trattamento fibrinolitico è tempo-dipendente, il che significa che diminuisce progressivamente con il passare dei minuti; è chiaro che ridurre il più possibile il ritardo fra l’esordio dei sintomi e l’inizio della trombolisi rappresenta la principale sfida organizzativa per aumentare i volumi e migliorare gli esiti dei candidati al trattamento.
Sulla contrazione dei tempi entra appunto in gioco lo Stroke team che secondo il modello regionale della Rete tempo-dipendente ictus, attua la piena integrazione fra la rete dell’emergenza-urgenza e quella ospedaliera, con il supporto delle cure primarie sul territorio sia per gli aspetti di promozione alla salute relativi alla prevenzione sia per quelli inerenti i bisogni assistenziali della fase post-acuta e cronica.

Sempre nell’ambito della Rete tempo-dipendente ictus, in caso di ictus emorragico o occlusione di una grande arteria intracranica, lo Stroke team si avvale dei professionisti della Neurochirurgia del policlinico Santa Maria alle Scotte per centralizzare il paziente e sottoporlo a intervento endovascolare avanzato (trombectomia meccanica/tromboaspirazione).
Grande soddisfazione è stata espressa dal direttore del Misericordia, Massimo Forti, dai direttori dei servizi coinvolti, Breggia e Marconi, per la definizione di questo ulteriore assetto organizzativo finalizzato a garantire il diritto alla salute della cittadinanza per una patologia così invalidante quale l’ictus cerebrale.

“L’ictus, emorragico o ischemico che sia, è una patologia altamente invalidante per il paziente e anche per i familiari – commenta Bartalucci – Le conoscenze su esordio, diagnostica, cura e riabilitazione sono in rapidissima evoluzione. Al contrario i tempi a disposizione per poter decidere come intervenire sono sempre più contratti, in particolare nelle fasi iper-acute. Per questo solo un lavoro di équipe permette di dare la risposta più adeguata possibile al singolo paziente. Lo Stroke team formalizza lo stretto legame tra Pronto soccorso, Neurologia e Neuroradiologia, valorizzando allo stesso tempo la collaborazione con 118, Cardiologia, Chirurgia vascolare e Riabilitazione funzionale, quest’ultima basilare per il recupero e il reinserimento del paziente in un contesto sociale il più adeguato possibile”.

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