Firenze, Via dei Bastioni, l’incubo ricomincia: ruspe e transenne fino ad aprile
Dopo aver dovuto subire quasi un anno di cantieri che gli hanno fatto perdere l’intera stagione lavorativa, si ritrova nuovamente chiusa la stessa strada che era appena riaperta. È la denuncia di Vincent Paul Piccino, amministratore delegato de La Beppa Fioraia, storico ristorante di via dell’Erta Canina a Firenze, sulla magnifica collina tra San Niccolò e il Piazzale Michelangelo.
Uno di quei commercianti e residenti, spiega, «pesantemente minati dalle continue chiusure di via dei Bastioni. Dopo un anno di chiusura e appena un mese e mezzo di ossigeno, ci hanno isolato di nuovo».
La vicenda, ripercorre il ristoratore, affonda le radici nello scorso inverno:
«La strada è già stata chiusa quasi un anno per la sostituzione del tubone centrale di Publiacqua. Da marzo 2025 abbiamo patito già i primi forti disagi con la chiusura di via Bastioni, e poi da luglio ancora peggio con quella di viale Poggi fino al 20 dicembre».
Il risultato? «Clienti che non riescono più ad arrivare, difficoltà nel raggiungere il nostro storico locale, navigatori che continuano a segnalare un percorso che non si può più fare e non sanno che nel frattempo si può passare da lungarno Serristori-via dei Renai-piazzetta San Miniato. Il tutto per noi si è tradotto in un enorme disagio alla clientela e migliaia di cancellazioni delle prenotazioni e no show soprattutto nel periodo estivo, il più redditizio per un ristorante all’aperto come il nostro, disagi organizzativi e riduzione forzata del personale».
Poi finalmente, il gradito regalo di Natale della riapertura, durato ben poco: «Stavamo ringranando alla grande, ma di nuovo la batosta: via dei Bastioni chiusa di nuovo per il rifacimento di un muretto. Il 16 febbraio sono tornate ruspe e transenne e, dai cartelli ci staranno fino al 23 aprile. Almeno, perché gli operai ci hanno già detto che per un lavoro del genere due mesi non basteranno, ce ne vorranno almeno quattro».
Di pianificazione, nemmeno a parlarne: «Ci domandiamo: la strada è stata chiusa un anno, quel muro di cinta a memoria nostra è pericolante almeno dal 2019, perché non si sono fatti i lavori durante la chiusura della strada, quando i cantieri tra l’altro erano già passati da quel tratto? Perché così scarsa programmazione?»
Inoltre Piccinno rimprovera la decisione calata totalmente dall’alto: «Perché nessuno ci ha avvisato e coinvolto? Durante quest’ultima terribile chiusura abbiamo cercato in tutti i modi un’interlocuzione con l’amministrazione che non è mai arrivata se non negli ultimissimi giorni».
«La nostra è un’attività sana e storica, da oltre 75 anni preserviamo e promuoviamo la tradizione culinaria fiorentina – conclude –. Ma non reggeremmo un’altra primavera di chiusure».