Firenze, Santa Maria Novella mette in sicurezza la Trinità di Masaccio: “Ora l’affresco può respirare”
La Trinità di Masaccio è salva. E da oggi, letteralmente, può muoversi. Si è concluso in Basilica di Santa Maria Novella il delicato intervento per “sganciare” il capolavoro dal muro che lo ospita da secoli, evitando così possibili danni futuri.
A illustrare i dettagli del lavoro, oggi in conferenza stampa: fr. Manuel Russo per l’Opera per Santa Maria Novella, il restauratore Simone Vettori di Iconoc Snc, l’architetto e direttore dei lavori Francesco Sgambelluri, e Alberto Felici, funzionario restauratore della Soprintendenza.
L’affresco, dipinto da Masaccio tra il 1424 e il 1425, ne ha passate tante. Nel Cinquecento Giorgio Vasari lo coprì con un altare durante i lavori di ammodernamento della chiesa. Riscoperto solo a metà Ottocento, fu staccato da Gaetano Bianchi e montato su un supporto di canniccio e gesso. Negli anni ’50 è tornato finalmente al suo posto, nella navata occidentale.
Il problema? La parete dietro l’affresco ha una vecchia lesione. Nulla che metta a rischio la Basilica, ma abbastanza per far muovere il muro di pochi millimetri. Aggiungiamo gli sbalzi di temperatura e umidità, e il gioco è fatto: il supporto in legno, gesso e canniccio si dilata, spinge sugli intonaci e rischia di crepare il dipinto. Le prime a saltare sono state alcune integrazioni ottocentesche, ma il rischio per l’originale di Masaccio era concreto.
La soluzione trovata dalla squadra di restauratori è tanto semplice quanto geniale: creare un giunto di separazione. In pratica, hanno ricavato uno spazio tra il telaio dell’affresco e il muro, così che il dipinto possa assestarsi in autonomia, senza subire le spinte della muratura. Anche le integrazioni fatte da Bianchi nell’Ottocento sono state salvate: staccate, rimontate su pannelli moderni in aerolam e fissate con staffe in acciaio al supporto, ma sempre separate dal muro.
L’intervento rientra nel progetto più ampio dell’Opera per Santa Maria Novella per restituire alla città tutte le pitture murali della Basilica, comprese quelle ritrovate dietro gli altari di Vasari.