FIRENZE – Gad Fernando Piperno: “Un Pesach al tempo del Coronavirus”

Intervista al Rabbino Capo della comunità ebraica di Firenze Gad Fernando Piperno.

Gad Fernando Piperno, Rabbino Capo, ha raccontato come la comunità ebraica fiorentina sta vivendo l’emergenza e come si è riorganizzata per celebrare le festività di Pesach.

Come sta vivendo il momento la comunità ebraica? “Ci sono tanti aspetti negativi, è in corso una tragedia che ha colpito tutto il mondo e anche la comunità ebraica italiana, ma ci sono anche aspetti positivi. Alcune modalità di comunicazione sono state apprezzate e verranno sempre più incentivate. Piano piano ci stiamo rendendo conto dell’utilità del digitale. Anche l’UCEI si è adeguata e i suoi canali sono stati inondati anche perché stanno dando un servizio al pubblico come con lo studio della Torah. Ci voleva il Coronavirus per farlo? Adesso siamo in costrizione, non abbiamo alternative ma quando torneremo alla normalità, pur gradualmente, ci renderemo conto dell’utilità di questi mezzi e non li abbandoneremo più. Il profilo ufficiale dell’UCEI è utilizzato per preghiere, lezioni la mattina e il pomeriggio, discussioni. Io stesso mi trovo a fare lezioni la mattina e il pomeriggio con numero di collegamenti sempre in aumento. Noto inoltre che anche i meno giovani stanno utilizzando questi mezzi”.

Un Pesach segnato dalla pandemia. “Questa tragedia ci è caduta addosso improvvisamente proprio quando ci stavamo avvicinando a Pesach. Non siamo potuti andare insieme al Tempio, al quale la comunità fiorentina è legatissima. Da qui ci siamo mosso per consigliare i fedeli su come organizzare la festa e su come allestire la casa. Ho anche tenuto una lezione quotidiana sulla Torah. Abbiamo diffuso poi un video nel quale spiegavamo come preparare il Seder di Pesach che ha una sua rigorosa ritualità e le persone si sono impegnate per svolgerlo al meglio. Uno degli aspetti più problematici è stato come reperire il cibo kasher visto che pochi membri della nostra comunità vivono vicino alla sinagoga. Ci siamo organizzati con un gruppo di volontari che sono riusciti a distribuire a circa 150 famiglie i prodotti affinché tutti potessero celebrare Pesach nel modo migliore nonostante tutto”.

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