EVENTI – “Fine di una storia. Il ritorno della politica?”

Interventi di Stefania Craxi, Alberto Bagnai, Stefano Fassina, Benedetto Della Vedova

Ieri la presentazione in diretta del nuovo numero della rivista Le Sfide “Fine di una storia. Il ritorno della politica?”.

La storia è finita con il 1989? O si è aperta una nuova fase? Con nuove contraddizioni? Su questo riflette “Fine di una storia. Il ritorno della politica?”, settima pubblicazione della rivista leSfide, periodico della Fondazione Craxi.

Globalizzazione, sovranità, Europa, politica. Ne hanno dialogato Alberto Bagnai, Stefania Craxi, Stefano Fassina e Benedetto Della Vedova dopo i saluti di Margherita Boniver, Presidente Fondazione Craxi, e l’introduzione di Mario Barbi, Direttore leSfide. Moderatore Giovanni Orsina, Presidente Comitato Storico-Scientifico Fondazione Craxi.

Il senatore Alberto Bagnai ha ricordato che la globalizzazione ha prodotto un’erosione del ruolo degli stati come mezzi di regolamentazione, di mediazione delle esigenze dei cittadini rispetto al mercato. Come prevedibile, Bagnai ha stroncato il progetto europeo: “L’unionismo è un progetto antistorico. Basti pensare che gli stati sono cresciuti nel loro numero passato da circa settanta a oltre duecento”.

Stefania Craxi: “Dovevamo gestire il cambiamento”

“Una giovane figlia della Fondazione Craxi che sta camminando sulle sue gambe” ha esordito la senatrice Stefania Craxi la rivista leSfide che poi ha menzionato il progetto di Bettino Craxi di “governare il cambiamento” necessario perché “non si possono fermare i cambiamenti ma si devono gestire”. Un progetto che chiamava in causa la politica finita però ai margini nella globalizzazione ma che se fosse stato realizzato avrebbe permesso di compensarne le distorsioni. Stefania Craxi ha fatto poi una requisitoria di ciò che ha comportato la globalizzazione. “Oligarchia tecnocratica, progressismo e individualismo che vanno a braccetto, l’idea che il progresso risieda nella società aperta di cui tanti fanno le spese, un’Europa ha rinunciato alla sua identità giudaico-cristiana, la competizione globale con attori come la Cina che non rispettano i diritti”. La senatrice ha ribadito infine che “ora assistiamo a delle reazioni rispetto alla globalizzazione ma non ancora a delle soluzioni” ribandendo che la politica “è il mondo per come è, non per come lo vorremmo”.

Fassina: “2016 anno centrale come il 1989”

Stefano Fassina, deputato di Liberi e Uguali, si è concentrato sul ritorno della politica. “Una data periodizzante è a mio modo di vedere il 2016 che ha la stessa portata del 1989”. In un anno si concentrano infatti referendum sulla Brexit ed elezione di Trump alla Casa Bianca. “In quell’anno, in due paesi centrali per la storia dei 30 anni precedenti della globalizzazione, si è segnata una rottura”. Fassina ha evidenziato la liberaldemocrazia non regga le sollecitazioni di un modello puramente economico-finanziario. Da qui una “domanda di protezione sociale identitaria che populisti e sovranisti hanno intercettato”. Uno sguardo anche all’Europa che dovrebbe volgere ad un progetto più “confederale che federale”. Infine Fassina ha rimarcato che gli ultimi trent’anni hanno segnato la “fine della sinistra storica” e la conseguente “mancanza di un soggetto ancorato agli interessi del mercato del lavoro che possa sostanziare l’impianto democratico”.

La politica è tornata, in Europa, con la crisi. L’emergenza porta, secondo Benedetto Della Vedova, segretario +Europa, ad una trasformazione dell’Europa: “La BCE fa quello che le è sempre stato rimproverato di non fare. Il MES è lì pronto, l’Italia può indebitarsi a tasso negativo (…)”. Duro Della Vedova nel dire che il PD si stia saldando completamente sul M5S. “Il governo non riesce a staccarsi dall’agenda populista. Da questo vedo delinearsi un bipolarismo tra populismo nazionalista e populismo assistenzialista”. In conclusione Della Vedova ribadisce la necessità di un progetto alternativo.

La diretta completa sulla pagina della Fondazione Craxi

Presentazione leSfide n.7: "Fine di una storia."

Pubblicato da Fondazione Craxi su Mercoledì 10 giugno 2020

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