Florovivaismo, Coldiretti: primo via libera alla riforma che riconosce centralità di 3mila aziende toscane
La Regione Toscana traina il settore con oltre 1 miliardo di euro di valore alla produzione. In autunno il terzo congresso nazionale del fiore in Toscana.
Il florovivaismo è un settore strategico per l’agricoltura, l’ambiente e il paesaggio. La Toscana, regina della coltivazione di piante e fiori con 3 mila aziende specializzate, 7 mila ettari e oltre 1 miliardo di euro di valore alla produzione, guarda con attenzione e fiducia all’iter del decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri, che riconosce – mettendolo nero su bianco – il ruolo e la centralità della filiera florovivaistica nello scacchiere dell’agroalimentare di qualità Made in Italy.
A renderlo noto è Coldiretti Toscana, che sottolinea l’importanza di un provvedimento quadro – approvato in via preliminare – che finalmente chiarisce e definisce il perimetro dell’attività florovivaistica, dalla produzione alla commercializzazione fino alla manutenzione del verde, valorizzando tutte le componenti della filiera.
“Dopo decenni di attesa, il settore ottiene una prima cornice normativa chiara e organica, prevedendo strumenti, programmazione e una strategia a medio lungo periodo per renderlo ancora più competitivo superando la logica dell’emergenza – commenta la presidente di Coldiretti Toscana, Letizia Cesani –. Il provvedimento arriva in un momento molto delicato per il comparto, provato dal costante aumento dei costi e dalle conseguenze della guerra in Medio Oriente, che hanno fortemente ridotto le esportazioni. Lo schema di decreto introduce strumenti fondamentali per la crescita del settore, tra cui l’istituzione di un ufficio specifico presso il Ministero, un tavolo tecnico e un Piano nazionale di settore, l’introduzione dei contratti di coltivazione e degli accordi quadro per stabilizzare i rapporti di filiera, il rafforzamento della formazione e delle figure professionali, oltre a nuove misure su logistica, infrastrutture e potenziamento del verde urbano”.
Il florovivaismo è una filiera strategica del Paese, ma lo è ancora di più per la Toscana, che da sola produce un terzo dell’intero valore nazionale. La coltivazione e la commercializzazione di fiori e piante ornamentali rappresentano una colonna del PIL agricolo regionale, con due aree a maggiore vocazione: il distretto vivaistico di Pistoia e quello floricolo di Lucca-Pescia specializzato nel fiore reciso. Una forza che traina anche le esportazioni, con circa 1 miliardo di euro di valore e una crescita significativa negli ultimi anni: +40% per i fiori e +32% per le piante in meno di un decennio. Primati che hanno fatto scattare l’automatica candidatura ad ospitare il prossimo autunno il terzo congresso nazionale dei fiori: un momento di confronto per gli operatori del settore.
Per tutte queste ragioni, il testo approvato in via preliminare rappresenta una base importante su cui costruire, pur in presenza di margini di miglioramento, in particolare su alcuni aspetti tecnici legati alle definizioni e alla piena rappresentazione delle diverse attività del comparto. Il successivo passaggio parlamentare potrà infatti indicare al Governo eventuali modifiche utili a rendere il decreto ancora più aderente alle esigenze delle imprese.
Per Coldiretti Toscana è ora fondamentale garantire coerenza nel percorso parlamentare, mantenendo l’impianto del provvedimento e rafforzandone l’efficacia. Il settore ha bisogno di strumenti stabili e di una visione di lungo periodo. In questo senso sarà importante accompagnare la riforma con adeguate misure di sostegno, per tradurre le opportunità normative in crescita reale per le imprese, anche alla luce delle difficoltà legate all’aumento dei costi e alle tensioni sui mercati internazionali.
