Lupi, Fedagripesca Toscana: “Maggiore sicurezza per cittadini e lavoratori”
La Federazione degli agricoltori e allevatori di Confcooperative dopo ultimi avvistamenti in Versilia e Maremma: “Gli allevatori hanno adottato già recinzioni, sistemi di protezione delle greggi, cambiamenti nell’organizzazione del lavoro, ma non sono più sufficienti”
“Negli anni gli allevatori hanno già adottato molte misure di adattamento: recinzioni, sistemi di protezione delle greggi, cambiamenti nell’organizzazione del lavoro. Il problema è che queste misure oggi non sono più sufficienti a garantire la continuità delle attività”.
A dirlo è Fedagripesca Toscana – Federazione degli agricoltori di Confcooperative Toscana, intervenendo nel dibattito sul tema lupi, dopo gli ultimi avvistamenti in Versilia e in Maremma.
“La convivenza con il lupo è un tema reale e complesso, ma non si può pensare che la soluzione sia semplicemente chiedere alle persone di cambiare abitudini. Gli agricoltori e gli allevatori, in particolare, si sono già adattati da tempo, ma oltre un certo limite diventa impossibile”.
“Adattarsi non è sempre semplice, perché in alcuni casi significa ridurre o addirittura rinunciare a un’attività. Se un allevatore è costretto a limitare o abbandonare il proprio lavoro – aggiungono da Fedagripesca Toscana – il problema non riguarda solo lui ma l’intero territorio, con ricadute sulla produzione agricola, sull’economia locale e sulla tutela del paesaggio”.
“La sicurezza deve essere considerata a 360 gradi: per gli animali allevati, per le colture ma anche per le persone. Pensiamo agli agricoltori che lavorano quotidianamente nelle campagne, ma anche a chi si sposta giornalmente guidando un’auto o un motorino. È un tema che riguarda la vita quotidiana delle comunità e non può essere ridotto soltanto a una questione di abitudini individuali”, spiegano ancora da Federagripesca Toscana.
“La convivenza con la fauna selvatica è un obiettivo condivisibile e nessuno mette in discussione il valore della biodiversità. Ma questa convivenza deve essere sostenibile anche per chi lavora nelle campagne, perché l’agricoltura e la pastorizia sono già attività sotto forte pressione tra difficoltà economiche, ricambio generazionale e spopolamento delle aree interne. Se si aggiungono ulteriori criticità – conclude Federagripesca Toscana – il rischio concreto è l’abbandono delle attività, con conseguenze negative per tutto il territorio”.