Colline Metallifere, nuova Casa di Comunità inaugurata a Follonica
Finanziamento Pnrr per oltre 1,5 milioni di euro, lavori completati, i servizi territoriali del nuovo modello di assistenza sanitaria
Inaugurata a Follonica la Casa di Comunità Hub delle Colline Metallifere. Il nuovo modello di assistenza sanitaria territoriale avrà come baricentro la struttura di viale Europa che ha visto l’esecuzione di importanti interventi in modo da favorire la fornitura dei servizi alla comunità locale, secondo un modello che punta sulla prossimità delle cure.
Al taglio del nastro erano presenti il presidente della Regione, Eugenio Giani; l’assessora regionale alla Salute, Monia Monni; il direttore generale Asl Tse, Marco Torre, la direttrice della Zona distretto, Tania Barbi insieme alla direzione aziendale e alle autorità locali con il sindaco di Follonica Matteo Buoncristiani.
La realizzazione della nuova Casa della Comunità Hub delle Colline Metallifere di Follonica è stata finanziata dal Pnrr per un importo complessivo dell’intervento di oltre 1,5 milioni di euro.
I lavori, realizzati in due lotti funzionali indipendenti hanno previsto una ristrutturazione di una parte dell’edificio esistente, circa 950 mq con diversa disposizione degli spazi interni, il rifacimento degli impianti elettrici, idraulici, antincendio, di climatizzazione invernale ed estiva, di telecomunicazione fonia-dati ed alcune modifiche per adeguamento locali. Oltre a questi sono stati eseguiti interventi sulle finiture ed un ampliamento di nuova realizzazione di circa 150 mq su un unico piano dove al suo interno si troverà il servizio di prelievo/donazione sangue.
I servizi disponibili per la comunità locale comprendono gli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri, gli infermieri di famiglia e di comunità, l’ambulatorio infermieristico, l’assistenza domiciliare, le assistenti sociali oltre al Pua (Punto Unico Accesso). Nella sede opera la Guardia medica (continuità assistenziale), il centro unico prenotazioni (Cup), il punto prelievi, gli ambulatori specialistici per le cronicità (cardiologo, pneumologo, diabetologo, neurologo e geriatra).
La struttura dispone anche di sala riunioni per telemedicina e teleconsulto, un’area incontri per la partecipazione della comunità e la co-produzione, un’area diagnostica di base e di laboratorio (con Ecg, ecografo, spirometro Poct), oltre alla Centrale operativa territoriale (Cot), il servizio Igiene e Prevenzione, gli ambulatori per le vaccinazioni, la Medicina dello Sport e la Radiologia (con screening mammografico). Nella struttura rinnovata sono presenti anche il Consultorio/Consultorio Giovani, la protesica, la Salute Mentale Adulti, la Salute Mentale Infanzia e Adolescenza, il Servizio Dipendenze, la Riabilitazione, le aree amministrative e il Punto Emergenza Territoriale, gestito dal 118.
«La casa di comunità – sottolinea il presidente della Toscana, Eugenio Giani – è il modello della riforma della sanità territoriale. Eravamo ancora in piena pandemia, era il 2021: il ministro Speranza venne a Firenze alle Piagge a visitare una casa della salute e ne trasse ispirazione. Con i fondi del Pnrr ne abbiamo implementate circa settanta. Ci aiuteranno a ridurre la pressione nella domanda dei servizi sanitari verso gli ospedali e alleggeriranno i pronto soccorso. Le case di comunità creano anche un circuito virtuoso – prosegue – e la presenza associata di medici di famiglia in un’unica sede favorisce investimenti in diagnostica e tecnologie avanzate, crea sinergie e consente di modellare servizi e attrezzature sulle esigenze specifiche del territorio»
«Con le case di comunità – commenta l’assessora alla Sanità e alle Politiche sociali, Monia Monni – l’integrazione sociosanitaria diventa realtà: uno spazio dove si potranno trovare tutti gli professionisti legati alle cronicità, tutto ciò che non è ospedale dal punto di primo soccorso per i codici minori, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Questa riforma – aggiunge – porta le risposte più vicine a dove i bisogni nascono, in modo da consentire la creazione di una rete sul territorio, e permette agli ospedali di specializzarsi ulteriormente. Non ci sarà più soltanto una porta di accesso al sistema sanitario, spesso quella del pronto soccorso, ma saranno di più le porte per arrivare però a un percorso unico di presa in carico delle persone».
«La Casa della Comunità – dichiara il direttore generale Marco Torre – rappresenta un punto di riferimento essenziale per la sanità di prossimità, uno spazio in cui i cittadini possono trovare ascolto, orientamento e risposte concrete ai bisogni sanitari e sociali. Con questa struttura si rafforza un modello di presa in carico continuativa e integrata, capace di accompagnare in particolare le persone più fragili e i pazienti cronici, ma anche l’intera comunità, attraverso servizi facilmente accessibili e percorsi coordinati costruiti attorno alla persona».
«La Casa della Comunità Hub delle Colline Metallifere – dichiara la direttrice della Zona distretto, Tania Barbi – rappresenta un modello concreto di assistenza territoriale integrata, capace di riunire in un’unica sede servizi sanitari, sociosanitari e amministrativi pensati per rispondere in modo semplice e coordinato ai bisogni dei cittadini. Qui trovano spazio la medicina generale e pediatrica, l’assistenza infermieristica di famiglia e di comunità, i servizi specialistici per la gestione delle cronicità, l’assistenza domiciliare e il Punto Unico di Accesso, insieme a diagnostica di base, telemedicina e servizi di prevenzione».
«Accogliamo con piacere l’inaugurazione della nuova ala del distretto e della Casa di comunità, certi che l’ammodernamento strutturale si tradurrà anche in miglior servizio. La città ha sicuramente bisogno di nuovi medici di famiglia, come dimostrano i numeri e le stesse richieste che arrivano dagli utenti, aspetto che chiediamo all’azienda sanitaria e alla Regione di tenere in considerazione. L’Amministrazione comunale di Follonica, non si tira certo indietro, sta già facendo la sua parte attivamente: abbiamo infatti dato il via ai lavori alla ‘Casa Gobba’ che ospiterà degli alloggi (sempre a pagamento) utili a dare garanzie ai nuovi medici che verranno in futuro in servizio a Follonica e che ad oggi trovano difficoltà a reperire alloggi annuali sul territorio, motivo spesso di rinuncia all’incarico. Inoltre ci aspettiamo il rafforzamento del servizio di Guardia medica e la conferma della Guardia turistica».