Salute, controlli sulle trasfusioni: stanziati 357 mila euro per i test sul virus del Nilo

I controlli sul sangue donato e trasfuso per evitare il rischio di contagio da virus del Nilo occidentale sono costati nel 2022, tra luglio ed ottobre, 205 mila euro alla Toscana, con oltre cinquemila test effettuati ogni mese. Altri 154 mila euro si stima che saranno necessari per il 2023. La giunta regionale ha autorizzato con una delibera presentata dall’assessore Bezzini le messa a disposizione delle risorse all’azienda ospedaliera universitaria senese, centro di qualificazione biologica di riferimento centrale che tramite Estar ha provveduto all’ acquisto per tutto il territorio regionale.

Il virus del Nilo occidentale solo accidentalmente può infettare l’uomo, con assenza di sintomi o al massimo una sintomatologia pseudo-influenzale in soggetti sani, mentre può determinare un quadro più impegnativo in soggetti già compromessi che possono necessitare di trasfusioni. Da giugno il Centro nazionale sangue aveva emanato una nota con cui raccomandava di utilizzare il test come alternativa al provvedimento di sospensione temporanea per 28 giorni dei donatori che avessero trascorso almeno una notte in zone soggette a sorveglianza. Nell’elenco  ad agosto erano finite le province di Pistoia e Lucca e la Città metropolitana fiorentina: fortunatamente la Regione Toscana aveva già avviato l’esecuzione del test.

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