PRATO – Controlli a esercizi gestiti da orientali, donna esercitava abusivamente anche l’attività di farmacista

Due arresti, svariate denunce e sequestri a vario titolo. Una donna cinese esercitava abusivamente anche l’attività di farmacista

Questi i risultati di una serie di controlli effettuati negli ultimi giorni dai Carabinieri della Compagnia di Prato in collaborazione con le articolazioni speciali dell’Arma quali il Nucleo Antisofisticazioni Sanità  e i  Carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro.

E’ di qualche giorno fa l’arresto di due cinesi scoperti dai Carabinieri di Carmignano e dal NIL di Prato. I due, rispettivamente di 55 e 30 anni, impiegavano  nella loro azienda tessile di Carmignano, sita in via La Pira, sette connazionali irregolari con le norme di soggiorno in Italia. I due dopo l’arresto sono stati trasferiti presso le loro abitazioni in attesa del rito per direttissima.

Altra operazione è stata condotta nella serata di ieri nell’ambito di un servizio organizzato dai Carabinieri di Prato e svolto in collaborazione con i colleghi del NAS di Firenze.

Durante un controllo ad un supermarket di proprietà di una 29enne cinese i militari hanno accertato che esercitava abusivamente la professione di farmacista, mettendo in vendita medicinali privi delle previste autorizzazioni sanitarie. Gli accertamenti condotti dai militari hanno permesso di accertare che gli stessi contenevano Paracetamolo, in pratica lo stesso principio attivo della Tachipirina.

All’interno del supermercato sono state anche rinvenute quasi 2.500 confezioni di alimenti totalmente sprovvisti delle previste informazioni sulla loro tracciabilità.

Sia le confezioni di farmaci, quanto gli alimenti irregolari, sono stati posti sotto sequestro.

Nel proseguo delle investigazioni i militari sono potuti risalire al commerciante all’ingrosso da cui la donna si approvvigionava di tali prodotti fuorilegge, che è stato identificato in una grossista che opera nell’area fiorentina che dovrà rispondere di attività di distribuzione di medicinali in assenza dell’autorizzazione prevista dall’art.100 del D.Lgs 219/2006.

I militari hanno quantificato il valore del materiale in commercio in quasi 8.000 mila euro accertando che dall’inizio della nota e incombente pandemia è aumentato il consumo di questi farmaci nella comunità cinese, ritenuto da essi preventivo della patologia da Covid 19.

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