PISA – Visita guidata a San Rossore per conoscere il progetto LIFESySTEMiC: foreste che resistono ai cambiamenti climatici

Foreste che resistono ai cambiamenti climatici: San Rossore al centro del progetto scientifico europeo LIFESySTEMiC che studia come la variabilità genetica all’interno della stessa specie di alberi può essere uno strumento di protezione dei boschi da condizioni avverse come l’innalzamento delle temperature e l’aumentata frequenza di tempeste di vento, ondate di calore e siccità prolungata. Per conoscere più da vicino il progetto, sabato 3 luglio a San Rossore si terrà una visita guidata presso la pineta di pino domestico che, insieme alle quercete planiziali di farnia, è al cento dello studio. L’evento sarà gratuito e aperto a tutti con un massimo di 40 posti disponibili, per partecipare è richiesta la pre-registrazione entro giovedì 1 luglio al link http://bit.ly/ProgettoLifeVisita, per informazioni è possibile scrivere a lifesystemic@gmail.com. La giornata inizierà alle 10.10 con ritrovo presso la Sala Gronchi in località Cascine Vecchie a San Rossore, i partecipanti si sposteranno con un mezzo ecologico messo a disposizione dall’Ente Parco verso la pineta dove gli scienziati descriveranno gli obiettivi e le azioni messe in campo.

Il progetto europeo LIFESySTEMiC punta alla variabilità genetica per rendere le foreste più forti e resistenti ai cambiamenti climatici. In particolare si studiano metodi di gestione sostenibile e sistemi selvicolturali che possano aumentare la variabilità genetica degli alberi di un bosco: questo significa aumentare le probabilità che ci siano piante con caratteristiche genetiche che consentono di superare le difficoltà, rendendo la foresta più pronta ad affrontare mutate condizioni climatiche ed ambientali. Nel Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli le pinete di pino domestico di San Rossore, storicamente coltivate, e le caratteristiche quercete planiziali di farnia sono tra le protagoniste di questo studio. In specifiche aree scelte vengono raccolti tutti i dati necessari, a partire dal materiale genetico, e monitorati per tutti i 5 anni della durata del progetto. Nelle pinete inoltre sono previsti piccoli interventi selvicolturali sperimentali, con diversi sistemi di trattamento, e ne sarà misurata l’efficacia in termini di biodiversità e rigenerazione naturale. L’obiettivo è comprendere quale sistema selvicolturale porta a boschi più ricchi dal punto di vista della diversità genetica e della rinnovazione naturale e quindi più resilienti rispetto ai cambiamenti climatici in atto.

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