Giani: “Una proposta di legge per governare l’innovazione prodotta dall’IA”

Nell’ultima seduta la giunta ha varato una pdl che punta ad aiutare cittadini e lavoratori ad usare l’intelligenza artificale in modo consapevole e responsabile. Lenzi: “La Toscana diventa un laboratorio nazionale di innovazione democratica. Senza regole l’IA rischia di ampliare le disuguaglianze”

Rafforzare diritti e offrire a cittadini e lavoratori conoscenze, competenze e una rete di supporto per usare in modo attento e consapevole i nuovi strumenti dell’intelligenza artificiale.

A questo mira la nuova proposta di legge regionale varata lunedì scorso dalla giunta regionale e presentata questa mattina dal presidente Eugenio Giani e dall’assessore all’innovazione digitale Alberto Lenzi a Palazzo Strozzi Sacrati.

“Abbiamo elaborato un nuovo provvedimento con cui la Toscana, ponendosi ancora una volta in prima fila a livello nazionale ed europeo, prosegue il suo impegno per non lasciare sole le persone di fronte a rischi e opportunità poste dall’IA”, spiega il presidente Giani. “Il nostro obiettivo è governare l’innovazione prodotta dall’intelligenza artificiale e contribuire a far sì che l’IA sia davvero inclusiva e centrata sull’uomo”, aggiunge il presidente sottolineando che “la nuova legge regionale si colloca nel quadro normativo in materia di intelligenza artificiale fissato dall’AI Act, dalla Legge italiana 132/2025 e dalle raccomandazioni Unesco” e ricordando i passi già compiuti dalla Regione sulla strada di una cittadinanza digitale consapevole come “la legge regionale sull’innovazione digitale del 2024, le linee guida per le PA toscane sull’adozione dell’intelligenza artificiale, l’utilizzo concreto di AI generativa in servizi digitali innovativi come me.toscana e Chiedilo a me”.

“L’innovazione tecnologica non è mai neutra: senza regole rischia di ampliare disuguaglianze e concentrare potere e con questa proposta di legge la Toscana sceglie di mettere al centro le persone, i diritti e il lavoro” ha affermato l’assessore Lenzi che ha aggiunto: “la Toscana sceglie di non restare spettatrice della rivoluzione tecnologica in corso e con questa proposta di legge diventa un laboratorio nazionale di innovazione democratica, dove l’intelligenza artificiale non sostituisce le persone ma le sostiene, non divide ma riduce le disuguaglianze, non concentra potere ma lo rende più trasparente. L’IA può essere una straordinaria opportunità solo se rimane uno strumento al servizio della comunità. È questa la direzione che la Toscana intende indicare al Paese”.

Cosa prevede la legge – Numerose le novità introdotte dalla proposta di legge, che ora passa all’esame del Consiglio regionale.

Cinque i pilastri attorno ai quali è stata configurata: supporto ai cittadini, tutela dei lavoratori, ricerca e competenza scientifica, educazione digitale, valorizzazione del pensiero critico.

Viene sancito il diritto alla felicità digitale, inteso come diritto di ogni persona ad un rapporto sano, equilibrato, consapevole e non alienante con le tecnologie digitali e i sistemi di IA. Declinato nel rapporto con l’intelligenza artificiale significa mantenere il controllo sulla propria vita, continuando a usare le proprie abilità senza l’ausilio di sistemi IA e a saper tutelare gli ambiti di disconnessione attraverso l’uso equilibrato dei tempi e confini definiti tra online e offline. Sarà posta particolare attenzione alla promozione alla valorizzazione delle competenze “offline”, quali l’analisi, la sintesi e il pensiero critico, che l’evoluzione dell’intelligenza artificiale rischia progressivamente di delegare ai sistemi algoritmici.

Previsti due livelli di supporto alla cittadinanza.

Il primo è la rete dei PDF (Punti di Facilitazione Digitale) della Toscana Diffusa, che sul piano del sostegno ai cittadini acquista una funzione strategica. La rete si doterà di una nuova carta dei servizi e rappresenterà il presidio territoriale per la promozione e diffusione dell’uso di un’IA consapevole e responsabile, a partire dalle persone più fragili.

Il secondo è il nuovo Osservatorio regionale sull’intelligenza artificiale, di cui faranno parte esperti, rappresentanti del mondo della ricerca, della sanità, del mondo del lavoro. Svolgerà un ruolo centrale per rendere effettivo il diritto ad avere informazioni sugli effetti degli algoritmi e ad avere un trattamento non discriminatorio, equo e trasparente nell’utilizzo dell’IA. L’Osservatorio avrà il compito sia di monitorare – anche tramite IRPET e l’Ufficio regionale di statistica – gli impatti e l’avanzamento dell’IA in Toscana, sia di raccogliere dai cittadini segnalazioni potenzialmente rilevanti per la tutela dei diritti che la proposta di legge intende tutelare secondo quanto previsto dall’AI Act europeo, della Legge 132/25 nazionale e della Legge regionale 57/24.

La proposta contiene disposizioni appositamente rivolte ai lavoratori: attraverso l’Agenzia regionale per l’Impiego e la rete dei Cpi saranno attivate azioni sempre più diffuse per illustrare le potenzialità di ricollocazione lavorativa dell’IA, sia per chi è in cerca di un nuovo lavoro sia per tutelare chi già lavora. Inoltre, attraverso iniziative che vedranno coinvolti le organizzazioni sindacali – presenti nello stesso Osservatorio regionale sull’IA in Toscana – saranno promosse azioni di riqualificazione professionale per fornire competenze in materia di IA e per contrastare i rischi di sostituzione delle persone con sistemi di intelligenza artificiale.

Altra componente fondamentale della proposta di legge è il coinvolgimento di Università e enti di ricerca toscani che, tramite un Centro di Competenza regionale sull’IA (già previsto nella LR 57/24 sull’innovazione digitale), potranno fornire supporto metodologico e scientifico e rappresentare lo stato della ricerca scientifica su questa importante tematica.

In ambito scolastico, si prevedono iniziative specifiche per affrontare le nuove tematiche che coinvolgono giovani, adulti e l’intera collettività, al fine di promuovere una maggiore consapevolezza in merito al funzionamento e agli effetti degli algoritmi e di rafforzare la capacità di riconoscere deepfake e contenuti generati artificialmente.

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