FIRENZE – Sport e salute: Metrocittà e Sds per percorsi personalizzati

Armentano: "Attività motoria all'aperto, fisica adattata e corretti stili di vita"

Aiutare l’attività fisica degli anziani, delle persone disabili e di coloro che soffrono per l’effetto di una malattia, anche ipotizzando delle vere e proprie ‘Palestre della salute’, interagendo con chi già offre questi servizi.
Sono diversi i risultati scientifici che supportano ormai queste indicazioni volte a prevenire disturbi legati a fenomeni cognitivi e degenerativi e a patologie cardiovascolari e respiratorie.
Per individuare piste di intervento di è svolto stamani un incontro su web convocato da Nicola Armentano, consigliere della Città Metropolitana di Firenze delegato allo Sport, con i responsabili delle Società della Salute, al quale hanno preso parte anche il consigliere regionale Andrea Vannucci e la consigliera della Metrocittà delegata alle Pari opportunità Angela Bagni.
Verranno individuati o potenziati quei servizi sul territorio, pubblici, privati ed associativi, che consentono risposte specifiche a chi, ad esempio, presenta particolari forme di disabilità, anche indotte in età anziana da alcune patologie.
“È una necessità generale – spiega Armentano – che rivela tutta la sua priorità in questa lunga stagione di emergenza sanitaria. Il binomio sport-salute non è solo espressivo di svago, quanto piuttosto una componente non secondaria della sanità pubblica per individuare, come una prescrizione medica, progetti sempre più personalizzati per il trattamento di patologie quali ad esempio Parkinson, diabete , cardiopatia ischemica, patologie dismetaboliche e respiratorie, ipertensione, per la lotta alla sedentarietà e per la crescita di azioni che aiutino nella popolazione a promuovere sempre di più corretti stili di vita”.
Attività motoria all’aperto, Attività fisica adattata (che le società della salute stanno già promuovendo sul territorio), corretti stili di vita, “rispondono realmente ed efficacemente ai bisogni della salute e sono in prospettiva un investimento proiettate a grandi risparmi di spese sanitarie e rallentare la perdita di quella autonomia funzionale che spesso crea costi e problematiche per la gestione poi di questi pazienti”.

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