CUCINA – L’Associazione Cuochi Arezzo ha conferito il Premio Tarlati a Carlo Cambi

L’iniziativa, alla ventiseiesima edizione, omaggia personaggi impegnati nella valorizzazione della cucina aretina

Una serata per omaggiare i personaggi del mondo dell’enogastronomia che hanno contribuito alla promozione della cucina tipica aretina in Italia e all’estero.

L’Associazione Cuochi Arezzo ha rinnovato l’appuntamento con il Premio Tarlati che, nato nel 1991 e assegnato con cadenza biennale, è tornato a essere organizzato dopo quattro anni di stop a causa dell’emergenza sanitaria ed è andato a configurare una partecipata opportunità di ritrovo dedicata alla valorizzazione del buon-mangiare. L’iniziativa è giunta alla ventiseiesima edizione ed è stata ospitata dal ristorante Belvedere di Monte San Savino, fornendo un’occasione di condivisione tra i principali protagonisti della cucina locale.

L’appuntamento è stato aperto dai saluti di Gianluca Drago, presidente dell’Associazione Cuochi Arezzo, e ha trovato il proprio cuore nel conferimento del Premio Tarlati al giornalista, scrittore, autore televisivo e docente universitario Carlo Cambi. Il suo nome è legato al territorio perché, tra il 2004 e il 2010, è stato presidente della Strada del Vino Terre di Arezzo e anche delle due Strade dei Sapori del Casentino e della Valtiberina. “Dobbiamo a lui e al suo importante contributo”, riporta la motivazione del premio, “se oggi il turista che visita le nostre zone può godere di un’esperienza completa che parte dal vino e si allarga al paesaggio, al patrimonio artistico, alla buona qualità del vivere le terre di Arezzo. Carlo Cambi ha valorizzato la provincia con le sue eccellenze in ogni modo attraverso il proprio lavoro di divulgatore, favorendo nel grande pubblico la conoscenza e l’apprezzamento della terra aretina e delle numerose realtà che la caratterizzano”.

La cerimonia di premiazione è stata arricchita da un riconoscimento speciale “Innovazione e inclusione” a La Conserveria – Ragazzi Speciali Onlus per la tenacia nel perorare, anche nella complessità dell’emergenza sanitaria, una progettualità importante e inclusiva che offre una concreta opportunità a persone con disabilità per inserirsi nel mondo del lavoro, motivandoli costantemente e raggiungendo ottimi e tangibili risultati. Un ulteriore premio è stato assegnato a Piera Francalanci, titolare del ristorante Filetto di Stia, che da circa sessantacinque anni porta avanti una storica attività avviata dalla bisnonna che vanta oltre un secolo di vita e che ha visto susseguirsi ben cinque generazioni. Questi due riconoscimenti sono stati consegnati rispettivamente da Roberto Lodovichi, presidente dell’Unione Regionale Cuochi Toscani, e da Luca Santini, presidente della Federazione Italiana Cuochi – Centro Italia.

La serata ha fatto affidamento sul coinvolgimento e sul contributo degli chef professionisti dell’Associazione Cuochi Arezzo che hanno presentato un menù ispirato alla cucina dal vescovo Guido Tarlati che, vissuto alla fine del 1300, ha lasciato in eredità anche un ricco patrimonio di ricette. La preparazione ha fatto affidamento su Marialuisa Lovari e Keoma Franceschi direttamente dalla Nazionale Italiana Cuochi, su Susanna Del Cipolla, su Enrica Romani, su Paola Baccetti, su Emanuela Ghinazzi, su Sara Barbara Guadagnoli, su Paolo Mezzetti, su Emiliano Rossi e su Leonardo De Candia, oltre che sui giovani studenti dell’Istituto “Camaiti – Fanfani” di Caprese Michelangelo a cui è stata fornita l’opportunità di confrontarsi con alcuni dei principali chef locali. «Ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito alla serata – ha commentato Drago. – Il Premio Tarlati è uno degli appuntamenti maggiormente identitari della nostra associazione perché rappresenta un’opportunità per valorizzare e per ringraziare giornalisti, scrittori, conduttori televisivi, rappresentanti delle istituzioni o cuochi che, con il loro operato, hanno promosso e dato lustro alla cucina tipica locale. Carlo Cambi è un’eccellente espressione di questi valori e di questo impegno, dunque siamo felici di essere ripartiti da lui dopo il lungo stop per l’emergenza sanitaria».

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