Coldiretti Toscana: Cibo, dopo la carne in vitro, latte senza mucche, gli agricoltori chiedono aiuto ai consumatori

Il cibo sintetico è destinato a sconvolgere il sistema agroalimentare mondiale ma il 95% consumatori è contrario

La carne “coltivata” in vitro, la fantascientifica “Frankenstein Meat” di Shelliana memoria, le uova “covate” senza galline, il miele senza il volo delle api, il pesce che non nuota ed il latte senza mucche, pastori ed alpeggi.

Sono alcune delle frontiere che alcune multinazionali stanno provando ad abbattere per portare sulle nostre tavole il cibo fatto in laboratorio. Il nuovo attacco, l’ultimo in ordine cronologico, arriva questa volta da una nuova startup israeliana che promette, sull’onda dello slogan “Real dairy. No cows”, di fare “veri” latte e formaggi senza l’aiuto delle mucche. Un annuncio che ha scatenato la reazione di Coldiretti Toscana che lo scorso dicembre aveva lanciato in occasione dell’evento “Il cibo che verrà. No all’alimentazione sintetica” che si era tenuto a Firenze la campagna contro la carne che non è carne prodotta in laboratorio all’interno di un bioreattore.

“La Toscana è in prima linea per difendere gli agricoltori, gli allevatori e soprattutto i consumatori, dalla deriva del cibo artificiale che alcune multinazionali vorrebbero introdurre sul mercato giustificando la produzione in fabbrica di carne, latte, uova, miele e chissà quali altri prodotti come necessari per salvare il pianeta o contrastare i cambiamenti climatici. Ma è una grande balla. Un grandissimo inganno che rischia di sconvolgere in maniera irreversibile il sistema agroalimentare globale imponendo l’omologazione dei cibi e spingendo i consumatori verso un modello di dieta artificiale. – rilancia Fabrizio Filippi, Presidente Coldiretti Toscana – Consentire la commercializzazione del cibo prodotto in laboratorio significa decretare la fine dell’agricoltura e degli agricoltori, dei nostri allevamenti, della biodiversità, delle tradizioni locali e della cura del territorio che i contadini garantiscono attraverso il loro operato quotidiano. Ci stiamo spingendo troppo in là. E’ in atto una strategia per tagliare il millenario filo conduttore che esiste tra gli agricoltori e la terra, tra piccole e medie imprese e produzione di cibo naturale. La tecnologia dovrebbe aiutare l’agricoltura a produrre meglio, con più sostenibilità nel rispetto della qualità e della sicurezza alimentare garantendo reddito alle imprese, non sostituire l’agricoltore con lo scienziato”.

Coldiretti è certa di avere dalla sua parte i consumatori. Il 95% non mangerebbe carne sintetica se la trovasse sugli scaffali. “Sono i cittadini il nostro più forte alleato. Ed è con loro che dobbiamo fare un patto per difendere e tutelare la nostra agricoltura da chi vorrebbe fare a meno di coltivare campi ed allevare animali per produrre carne, formaggi e uova. – spiega il Presidente Filippi – Quanti più consumatori continueranno a mangiare il vero prodotto Made in Italy coltivato nei nostri campi e a frequentare i mercati contadini, tanto più grandi saranno le chance di vincere questa battaglia. L’alternativa è un futuro dove i menu saranno preparati nei laboratori chimici e le mucche le vedremo solo allo zoo. Non lo consentiremo mai”.

Secondo il sondaggio realizzato da Ixe’ per il Centro Studi Divulga il 68% degli italiani non si fida delle cose non naturali mentre al secondo posto ci sono i consistenti dubbi sul fatto che sia sicura per la salute (60%). Rilevante anche la considerazione che la carne artificiale non avrà lo stesso sapore di quella vera (42%) ma c’è anche chi teme per il suo impatto sulla natura (18%) e chi fa notare, soprattutto tra i vegetariani e i vegani, che si tratta comunque di prodotti ottenuti dagli animali, peraltro con sistemi particolarmente cruenti.

Secondo Coldiretti Toscana il cibo fatto in laboratorio è un affare per pochi. E gli investimenti lo stanno dimostrando. In questo settore negli ultimi anni hanno investito nomi noti per essere protagonisti del settore hitech e della nuova finanza mondiale, da Bill Gates (fondatore di Microsoft) ad Eric Schmidt (cofondatore di Google), da Peter Thiel (co-fondatore di PayPal) a Marc Andreessen (fondatore di Netscape), da Jerry Yang (co-fondatore di Yahoo!) a Vinod Khosla (Sun Microsystems). “Dietro le multinazionali che stanno investendo sul cibo fake ci sono alcuni dei principali player del web e dei social. – analizza Filippi – E’ chiaro che così possono influenzare le nostre scelte più facilmente e promuovere con fondi illimitati i loro prodotti”.

L’esempio più lampante è quello della carne artificiale dove solo nel 2020 sono stati investiti 366 milioni di dollari, con una crescita del 6000% in 5 anni. Coldiretti, assieme a Filiera Italia, ha smontato una dietro l’altra le bugie che ci celano la presunta bistecca green, che in realtà non salva gli animali perché viene fabbricata sfruttando i feti delle mucche, non salva l’ambiente perché consuma più acqua ed energia di molti allevamenti tradizionali, non aiuta la salute perché non c’è garanzia che i prodotti chimici usati siano sicuri per il consumo alimentare, non è accessibile a tutti poiché per farla serve un bioreattore e non è neppure carne ma un prodotto sintetico e ingegnerizzato.

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