Caro-energia, Confconsumatori chiede provvedimenti urgenti

«Il governo in carica deve intervenire subito con il blocco dei distacchi per morosità e disporre, in attesa di interventi strutturali, una lunga dilazione del pagamento delle bollette»

In seguito all’appello diffuso da 16 associazioni dei consumatori, Confconsumatori ribadisce la necessità, da parte del Governo tuttora in carica, di intervenire con  misure urgenti per tutelare cittadini e imprese vessati dai rincari energetici.

«È necessario concedere non prestiti agevolati, ma una rateizzazione della bolletta da 24 a 60 mesi, in base all’importo, sia per le famiglie sia per le Pmi, senza alcun interesse a loro carico – dichiara Marco Festelli, responsabile toscano e vicepresidente nazionale di Confconsumatori –. Il provvedimento va doverosamente accompagnato dal blocco dei distacchi dei contatori per morosità  almeno per i prossimi 12 mesi. Ai nostri sportelli si rivolgono tantissime famiglie in difficoltà nel pagamento di utenze che ogni mese aumentano e talvolta le mensilità si incrociano  con l’aggravio della bolletta idrica: il carico per le famiglie diventa oggettivamente insostenibile. Si sono aggiunti anche tanti piccoli imprenditori che si vedono recapitare bollette da capogiro e che sono a rischio di chiusura. Pertanto occorre prendere un drastico e immediato provvedimento per scongiurare la chiusura ingiusta dei contatori e garantire una vita decorosa alle famiglie e la continuità delle Pmi, consentendo di pagare con ampie e comode rate gli ingiusti salassi senza alcun interesse».

Più in generale, per Marco Festelli «occorre una profonda revisione strutturale della politica energetica, evitando proclami che in pratica vengono disattesi, come per le fonti rinnovabili. Si parla di energia green e poi si sovrappongono vincoli, pareri, autorizzazioni che vanificano gli interventi industriali e scoraggiano le famiglie che vogliono magari installare un pannello solare per autoconsumo. Occorre deregolamentare per l’energia solare tutta la materia edilizia passando a un’attività libera, in qualsiasi zona, senza autorizzazioni e comunicazioni di sorta. Soltanto così si potrà iniziare una seria politica energetica». Al Governo che si insedierà dopo il voto, Festelli chiede «un serio confronto sui temi energetici con i rappresentanti dei consumatori-utenti, affinché chi delinea le scelte strategiche sia consapevole delle difficoltà dei cittadini».

LE PROPOSTE DELLE ASSOCIAZIONI – Come hanno ricordato le associazioni, nei prossimi mesi – cruciali – milioni di famiglie dovranno fare i conti con gli aumenti delle bollette di luce e gas e con i prezzi dei generi alimentari in continua ascesa, rincarati in media già più del 10,5% nelle ultime rilevazioni, mentre anche moltissime piccole e medie imprese si trovano schiacciate da costi, divenuti insostenibili, per l’approvvigionamento di materie prime e di energia. «Tutto ciò – ribadiscono – produce effetti a cascata molto negativi sull’economia e la società italiane: le associazioni datoriali paventano la chiusura di migliaia di attività, con conseguenti sospensioni dal lavoro o licenziamenti per centinaia di migliaia di lavoratori, mentre l’Istat richiama l’attenzione sull’incombente rischio di precipitare in condizioni di povertà relativa per quasi un quarto della popolazione italiana. Le misure finora adottate si sono rivelate purtroppo insufficienti a fronteggiare una situazione che appare in peggioramento e alcune di queste evidenziano problemi di attuazione da correggere urgentemente, come la tassazione dei super-profitti delle imprese produttrici e fornitrici di beni energetici, mentre resta sullo sfondo il piano di emergenza energetica per il prossimo inverno, con ipotesi di razionamento del gas malgrado le direttive sul risparmio dei consumi energetici. Ora anche la Commissione europea, con il discorso sullo stato dell’Unione della presidente Ursula von der Leyen del 14 settembre scorso, sembra essersi convinta della necessità di varare un piano che prevede il contingentamento dei consumi, la tassazione di extra e super-profitti, utili anche a finanziare misure straordinarie di sostegno alle famiglie e alle imprese in difficoltà, e la ricerca di un accordo sulla fissazione di un tetto ai prezzi dell’energia, che postulerebbe anche una politica di acquisti comune. Ma tali misure, che ricalcano in parte quanto già adottato sia dall’Italia che da altri Paesi, dovrebbero essere più incisive di quanto ipotizzato e, soprattutto, di più diretta e semplificata applicabilità».

«È una situazione delicatissima, che porta oggi le associazioni dei consumatori ad annunciare per il mese di ottobre iniziative di mobilitazione e protesta che saranno attivate in ambito nazionale, da condividere con i sindacati dei lavoratori, le organizzazioni di categoria dell’agricoltura, dell’industria e dell’artigianato, del commercio e della cooperazione e delle altre forze sociali organizzate in associazioni di volontariato, ambientaliste, culturali e studentesche, eccetera, insieme alle quali dar vita alle più opportune azioni comuni intorno a proposte condivise, con il fine di spingere il Governo ad adottare misure efficaci di contrasto all’inflazione e alle speculazioni che ne influenzano pesantemente il corso, per affrontare questa emergenza e per realizzare riforme strutturali in tema di tutele dei cittadini, lavoratori e consumatori e di controllo dei prezzi nel mercato energetico e dei generi di consumo, ma anche di rilancio degli investimenti, di sostegno alle imprese in difficoltà e di implementazione della transizione energetica».

L’ASSEMBLEA DEI CONSUMATORI – Le associazioni dei consumatori propongono inoltre un’assemblea nazionale dei quadri e attivisti – che si prevede di tenere in rete il prossimo 18 ottobre – aperta alle forze sociali, che condivideranno le ragioni e le modalità delle iniziative da assumere insieme e i temi e le proposte aggiornate all’attuale realtà contenute nella piattaforma consumerista del 6 aprile scorso, su cui le associazioni dei consumatori hanno sviluppato la mobilitazione contro il caro-vita e contro il caro-energia e che ha dato luogo alla manifestazione unitaria delle “Pentole vuote” il 10 giugno in tutte le principali città italiane».

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