Arezzo, al campus universitario prosegue la mostra dedicata al fisico sovietico Sacharov

La mostra è visitabile fino al 28 gennaio

Prosegue, al campus universitario del Pionta ad Arezzo, l’esposizione “Sacharov. I diritti umani nel cuore dell’Europa”, allestita nella palazzina Donne (viale Cittadini, 33).

La mostra dedicata al fisico sovietico Andrej Sacharov e alla sua lotta per i diritti civili, è giunta ad Arezzo su iniziativa del Dipartimento di Filologia e Critica delle letterature antiche e moderne dell’Università di Siena, nell’ambito delle attività didattiche dei corsi di Lingua e letteratura russa e di Lingua e cultura ucraina del Corso di laurea in Lingue per la comunicazione interculturale e di Impresa, e in collaborazione con il progetto di ricerca “Slavic Voices from Ravensbrück”.

Patrocinata da Memorial Italia la nostra sarà visitabile fino al 28 gennaio, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle ore 19.30.

L’esposizione si compone di due parti. La prima è dedicata alla figura di Andrej Sacharov, diversi pannelli ne illustrano l’attività scientifica, il dissenso, la lotta per i diritti umani, l’esilio, il premio Nobel, l’impegno politico per la democratizzazione del sistema sovietico; la seconda parte è dedicata alle personalità e organizzazioni che sono state insignite del “Premio Sacharov” dal Parlamento europeo a partire dal 1988.

L’esposizione prende il via da un’iniziativa di Memorial Francia con il Comune di Parigi e ha l’alto patrocinio del Parlamento europeo; organizzata in collaborazione con il Centro Sacharov e

Memorial International (Mosca), arriva in Italia grazie al progetto “La libertà viaggia con la carta”, promosso da Memorial Italia e sostenuto da Comieco – Consorzio nazionale senza scopo

di lucro che garantisce il riciclo di carta e cartone raccolti dagli italiani.

Il progetto è sostenuto anche da: Fondazione Circolo Fratelli Rosselli, Fondazione Craxi e

Fondazione Gramsci.

Memorial Italia è l’espressione italiana dell’organizzazione Memorial International, insignita del

Premio Nobel per la Pace nel 2022, insieme ad attivisti ucraini e bielorussi.

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