VINO – Il Chianti debutta a Londra con 28 produttori e 173 etichette

Il Consorzio partecipa a "Simply Italian Wine" e propone seminario istituzionale

Il Consorzio del Vino Chianti sbarca, per la prima volta, a Londra dove sarà protagonista assoluto di un evento dedicato al vino italiano. Si tratta della prima importante iniziativa di promozione delle etichette a cui il Consorzio prenderà parte dopo lo stop imposto dalla pandemia da Covid-19 e soprattutto la prima occasione in cui le aziende torneranno a viaggiare e a proporre in presenza i loro prodotti. 

Un chance ancora più allettante considerata l’importanza del mercato inglese dopo la Brexit e nel nuovo panorama commerciale europeo del post Covid. 

Domani, 21 ottobre, presso la Church Westminster di Londra, è in programma il “Simply Italian Wine”: 28 produttori di vino Chianti saranno presenti con la loro postazione per un walk around tasting riservato agli operatori di settore (dalle ore 10 alle 18). Le aziende che debutteranno sul mercato della City andranno a presentare 173 etichette di vino Chianti. Per avvicinare il pubblico inglese al mondo dei Chianti Lovers, inoltre, è in programma un seminario istituzionale di Luca Alves, Wine Ambassador del consorzio. L’evento, dal titolo “The seven sub zones of Chianti”,  sarà uno speciale seminario istituzionale con focus sul Chianti di annata 2019, con una degustazione orizzontale di 7 viniciascuno proveniente da una delle 7 diverse sottozone del Chianti D.O.C.G.

“Non vediamo l’ora di approdare per la prima volta a Londra – commenta Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti -. Il prossimo 21 ottobre le aziende produttrici del Chianti avranno l’occasione di confrontarsi con una dimensione nuova e stimolante dopo l’uscita del Paese dall’Unione Europea. Questo evento in programma nella capitale è anche un’ottima opportunità per tornare finalmente a promuovere le nostre etichette in presenza e rappresenta una reazione importante allo stallo imposto dal Covid, nonché l’occasione di riscoprire il mercato del Regno Unito all’indomani della pandemia”.

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