Semola e farina: caratteristiche e proprietà

In un momento come questo gli italiani stanno riscoprendo il piacere del pane, della pasta e della pizza fatti in casa. Costretti a restare rinchiusi fra le quattro mura domestiche, la cucina diventa uno degli ambienti più apprezzati, perché permette di unire l’utile al dilettevole. Prima di cimentarsi con la spianatoia, è importante conoscere quali sono le tipologie di farina esistenti e come andrebbero utilizzate. Le farine non sono tutte uguali; alcune potrebbero adattarsi ad un certo tipo di impasto, mentre altre no.

Una farina per ogni impasto

A seconda che si scelga di preparare una pizza, un buon piatto di pasta oppure un dolce, sarà necessario scegliere la farina che si adatta meglio.

Cominciamo con il dividere le farine in due macro categorie: la farina di grano tenero e la farina di grano duro.

Dalla farina di grano tenero è possibile estrarre la farina di Tipo 00 e di Tipo 0, che sono ideali per preparare sia il pane che la pasta. Se invece abbiamo voglia di panini o pizza, la farina che dovremo scegliere è quella di Tipo 1 e 2, perché è una farina meno sottile e contiene una maggiore quantità di crusca.

Se si vuole rimanere più leggeri e preparare un ottimo pane integrale, ovviamente la farina più indicata è quella di Tipo Integrale.

Concentriamoci ora sulla farina di grano duro; questo alimento spicca soprattutto per via delle sue eccellenti proprietà nutrizionali, e per la possibilità di utilizzarla per una variegata gamma di preparazioni, preferendo marchi affidabili come La Molisana. La semola rimacinata di grano duro è senza dubbio una delle opzioni migliori per quanto riguarda la preparazione della pasta fresca fatta in casa. Inoltre, è perfetta anche per altre preparazioni tradizionali, come le focacce e il pane al forno in cocotte.

Differenze tra farina e semola

Spesso si crea confusione tra farina e semola, semplicemente perché entrambi sono prodotti derivati dal grano. Come visto precedentemente, però, esiste una grande differenza che riguarda proprio il tipo di grano: nel caso della farina, infatti, viene macinato il grano tenero, nel caso della semola il grano duro.

Osservando quindi la farina ad occhio nudo, possiamo notare che è composta da particelle molto piccole e sottili, chiare e tondeggianti, mentre la semola è formata da chicchi più grossi e grezzi.

Un altro elemento che distingue la farina dalla semola è la classificazione degli sfarinati, definita dal D.P.R. n. 187 del 9 febbraio 2001, che indica la denominazione del prodotto, la percentuale di umidità massima consentita nel momento in cui viene messo in commercio pari al 14,5% per tutte le tipologie, e la percentuale proteica minima calcolata su 100 parti di sostanza secca.

Altra differenza, riguarda il luogo dove vengono coltivate: se il grano duro ha bisogno di un clima secco e caldo, come quello dell’Italia meridionale, il grano tenero trova buon terreno in quasi tutta la penisola.

Anche se la quarantena sta limitando gli italiani, la cucina permette di accedere ad un mondo sconfinato, fatto di preparazioni e di ricette. A patto di conoscere le varie farine, e di sapere quando è il momento di usarle.

 

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