Pesca agonistica, consentito fino a fine 2026 il ripopolamento della trota in torrente

La Giunta regionale interviene per sostenere il settore della pesca agonistica consentendo ripopolamenti ittici con trota fario (Salmo trutta) nei tratti dei corsi d’acqua interessati dalle manifestazioni agonistiche.  Da qui la delibera che stabilisce che fino al 31 dicembre 2026 può essere autorizzata l’immissione di esemplari esclusivamente nei campi gara ricadenti nei territori delle province di Arezzo, Firenze, Lucca e Massa Carrara.

“Il campionato italiano di pesca alla trota nei torrenti degli Appennini toscani – dichiara Il presidente della Regione, Eugenio Giani – rappresenta molto più di una semplice competizione sportiva. È un’occasione concreta per valorizzare la cosiddetta Toscana diffusa, quella dei piccoli borghi montani, dei paesaggi incontaminati e dei corsi d’acqua che attraversano territori spesso lontani dai grandi flussi turistici. Eventi di questo tipo portano appassionati, accompagnatori e visitatori a scoprire luoghi meno conosciuti ma ricchi di storia, tradizioni e bellezze naturali, contribuendo così a sostenere l’economia locale e a far conoscere il patrimonio dei nostri paesi dell’Appennino”.

“Allo stesso tempo – aggiunge Giani – è importante sottolineare il ruolo che la Regione Toscana ha assunto con la propria delibera di giunta, intervenendo in un quadro normativo ancora incompleto a livello nazionale. In assenza del decreto attuativo del Governo relativo alla classificazione della trota fario e alla conseguente possibilità di immissione nei corsi d’acqua, la Regione ha scelto di adottare una misura che consente comunque di proseguire le attività di gestione e tutela dei torrenti. In questo senso, la pesca sportiva organizzata, se ben regolata, può diventare uno strumento di conoscenza, di valorizzazione ambientale e di presidio del territorio, contribuendo a mantenere vivi i nostri fiumi e le comunità che da sempre convivono con essi”.

A monte della decisione della Giunta, il fatto che i tratti dei corsi d’acqua in cui insistono i campi gara della pesca agonistica alla trota in torrente ogni anno devono essere ripopolati, proprio per consentire lo svolgimento delle manifestazioni competitive. In attesa del decreto del Ministero dell’Ambiente (Mase) cui è demandato il potere di stabilire quali specie sono considerate autoctone e quali alloctone, si è creata una situazione di incertezza sulla disciplina del definitivo riconoscimento delle specie ittiche d’acqua dolce di interesse della pesca.

La delibera regionale considera che la specie trota fario è acclimatata, storicamente oggetto di immissioni in tutti i tratti classificati a salmonidi dei corsi d’acqua del reticolo idrografico regionale e di rilevante interesse per la pesca. Prima di deliberare la Giunta ha commissionato un’apposita valutazione al proprio settore competente e secondo lo studio effettuato, a determinate condizioni e con quantitativi limitati, i ripopolamenti non sono suscettibili di creare danni.

Inoltre è stato anche considerato che gli stadi adulti di trota fario, provenienti da allevamenti zootecnici intensivi, immessi in ambienti naturali e unicamente in occasione di manifestazioni agonistiche trovano elevata difficoltà ad alimentarsi e non rappresentano pertanto alcun rischio di costituzione di popolazioni permanenti.

In base alla delibera della giunta toscana dunque, fino al 31 dicembre 2026 l’immissione può essere autorizzata nel rispetto delle seguenti prescrizioni: esclusivamente nei tratti dei corsi d’acqua individuati come campi gara e non ricadenti all’interno di Siti Natura 2000; la totalità delle lunghezze dei campi gara non può eccedere l’1% della somma delle lunghezze di tutti i tratti classificati a salmonidi dei corsi d’acqua regionali; i campi gara oggetto di immissione devono possedere sbarramenti naturali o artificiali che aiutino a contenere la diffusione degli esemplari immessi; sia durante le gare che successivamente, ad opera dei pescatori dilettanti nella libera pesca, nei limiti di prelievo previsti dalla legge, è fatto obbligo di rimozione degli esemplari della specie oggetto di immissione; devono essere immessi soggetti sterili, se logisticamente ed economicamente disponibili, a condizione che le dimensioni degli esemplari siano corrispondenti alle esigenze agonistiche; può essere immesso materiale ittico di interesse di ogni manifestazione autorizzata 48 ore prima della gara.

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