I capolavori di Caravaggio e i Maestri della Luce in mostra a Roma

Dal 7 marzo al 7 giugno presso il Museo Storico della Fanteria dell’Esercito Italiano

Grafica mostra Caravaggio La mostra “Caravaggio e i Maestri della Luce”, a cura di Alberto Bertuzzi e Francesco Mazzeo Gallo dal 7 marzo al 7 giugno presso il Museo Storico della Fanteria dell’Esercito Italiano a Roma, invita i visitatori a immergersi nel mondo straordinario del caravaggismo, esplorando l’influenza di Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, su un’intera generazione di artisti.

Il percorso si apre con opere che trasmettono la tensione e la drammaticità delle prime sperimentazioni caravaggesche, dove la luce diventa strumento di emozione e narrazione, trasformando il realismo in una vera e propria ideologia visiva. Qui il pubblico può confrontarsi con lavori di artisti, come Bartolomeo Manfredi e Antiveduto Gramatica, che hanno raccolto la sfida del maestro, mostrando come il suo linguaggio abbia plasmato una nuova sensibilità pittorica.

Proseguendo, la mostra presenta artisti, quali Orazio Gentileschi e Massimo Stanzione, che hanno reinterpretato il naturalismo in chiave più intima e poetica. Le opere di questa sezione rivelano gesti delicati e atmosfere liriche, in cui la luce accompagna i sentimenti dei personaggi e conferisce profondità alle scene. È una testimonianza della capacità dei seguaci di Caravaggio di mantenere vivo il suo insegnamento, adattandolo a stili e sensibilità diverse.

Il percorso si amplia con la pittura internazionale, dove artisti stranieri come Van Der Helst, Stomer e De Ribera hanno accolto e rielaborato il linguaggio caravaggesco, dimostrando quanto potente fosse l’influenza del maestro al di fuori dell’Italia. Accanto a queste interpretazioni, si possono ammirare anche i contributi della scuola bolognese (con Simone Cantarini), dove chiaroscuro e drammaticità dialogano con un ideale di equilibrio e armonia.

Il momento culminante della mostra è rappresentato da un capolavoro di Caravaggio “L’Incredulità di San Tommaso”, che chiude il percorso. L’opera, realizzata da Caravaggio stesso probabilmente con la collaborazione di Prospero Orsi, è il multiplo più accreditato della versione di Potsdam, fulcro emotivo e narrativo dell’esposizione; racchiude la sintesi di luce, realismo e spiritualità che ha reso il maestro un punto di riferimento imprescindibile per i suoi contemporanei e per tutta la storia dell’arte. In questo modo, la mostra permette di apprezzare un ampio panorama di opere caravaggesche, mostrando la varietà e la vitalità dei seguaci, ma sempre in dialogo con l’unicità assoluta del maestro. È un viaggio educativo e coinvolgente, pensato per far scoprire agli spettatori, come la rivoluzione caravaggesca abbia cambiato per sempre il modo di vedere la pittura.

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