Firmato accordo tra Regione, Unione italiana ciechi e Museo Galileo per diffondere il codice braille

Diffondere la conoscenza del codice braille e favorire nuove attività per l’accesso all’istruzione e alla cultura delle persone non vedenti. E’ questo in sintesi il contenuto dell’accordo  che è stato sottoscritto oggi da Regione Toscana, Unione Italiana Ciechi ed ipovedenti e Museo Galileo di Firenze. La firma è stata apposta dall’assessora regionale alle politiche sociali Serena Spinelli, dal presidente dell’Uici Toscana Massimo Diodati e dal direttore esecutivo del Museo Galileo Roberto Ferrari.

In Toscana sono circa un migliaio le persone in condizioni di cecità assoluta, mentre sono oltre settantamila le persone con  gravi problemi visivi. I percorsi di accessibilità e di inclusione attraverso metodi come il braille interessano dunque una fetta significativa della popolazione.
Il protocollo sottoscritto mette insieme tre realtà storicamente impegnate a realizzare attività e progetti di inclusione e di integrazione: la Regione, attraverso la stamperia Braille, l’Unione italiana ciechi e ipovedenti,  perché questa è la sua ragione primaria, il Museo Galileo, una delle principali istituzioni a livello internazionale nella produzione di iniziative per la diffusione della cultura scientifica,  perché da molti anni dedica progetti e attività specifiche (dai percorsi tattili ai laboratori) a questo ambito.

L’intesa sottoscritta avrà il compito di creare sinergie tra le attività dei soggetti firmatari e di mettere in rete il patrimonio di esperienze e di attività già svolto.
Inoltre le iniziative potranno favorire la realizzazione di percorsi didattici sullo sviluppo storico del metodo braille e sui macchinari che si sono succeduti nel tempo e propiziare nuovi percorsi guidati plurisensoriali per vedenti e non vedenti; inoltre potranno stimolare la realizzazione di laboratori interattivi, anche itineranti,  e di pubblicazioni in nero o in braille per favorire la condivisione di esperienze tra studenti vedenti e ipovedenti.

“Il braille – ha detto Serena Spinelli – rappresenta una delle principali porte per l’accesso alla cultura di tante persone.  Per questo considero preziosissimo questo accordo che permette di mettere in circolo idee, progetti, attività della Regione, attraverso la stamperia braille, con l’Unione italiana ciechi,  che dedica ogni sforzo in questa direzione e che è ben radicata nel territorio, e il museo Galileo che ha sempre dimostrato una concreta attenzione verso queste tematiche.
Il patrimonio di esperienze che, grazie a questa intesa, verrà ancora di più condiviso e sviluppato,  renderà ancora più concreto  e fruibile il diritto all’istruzione, alla conoscenza e alla integrazione sociale abbattendo barriere e creando nuovi spazi di incontro e di condivisione”.
Per la Regione in particolare, questo accordo rappresenterà anche la possibilità di allargare le opportunità già offerte:  la Stamperia Braille, unica stamperia braille pubblica in Italia, produce e conserva testi  (il catalogo conta 4.000 titoli) tavole tattili e mappe in rilievo, con particolare attenzione a bambini e ragazzi in età scolare, e svolge un ruolo di promozione per una sensibilità diffusa alle tematiche della disabilità visiva.
Soddisfatto per la firma dell’accordo anche il presidente Diodati: “E’ tanto importante poter vedere l’arte non solo attraverso gli occhi ma anche in un modo diverso, come con le mani. Questo accordo rafforza collaborazioni come quella con la Regione e con il Museo Galileo, che hanno estrema attenzione verso questa esigenza, estremamente sentita, di accessibilità alla cultura”.
“L’obiettivo del Museo – ha sottolineato il direttore Ferrari – è di permettere una visita in autonomia a tutti. Insieme all’Unione italiana ciechi abbiamo imparato a capire i fabbisogni e le problematiche più evidenti per le persone cieche o ipovedenti. E negli anni, costruendo percorsi sensoriali, mappe tattili e altri strumenti per la fruizione del patrimonio culturale, abbiamo visto che, grazie a queste attività, non solo i destinatari più diretti ma tutti imparano di più e meglio”.

 

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