Euro 2020: cosa cambia con l’allargamento delle rose a 26 membri  

Dopo settimane in cui le notizie si sono rincorse, è finalmente arrivata l’ufficialità e ai prossimi Europei di Calcio le nazionali partecipanti potranno fare affidamento su 26 giocatori, tre in più di quanto fosse possibile sinora. Questa decisione dei vertici del calcio europeo si inserisce all’interno di un percorso disseminato di piccoli grandi rivoluzioni in cui la nascita della Superlega rappresenta solo la punta dell’iceberg.

La notizia era stata lanciata qualche settimana fa dal quotidiano britannico “The Times” ed era stata accolta con grande entusiasmo sia dai commissari tecnici che dai giocatori stessi. Saranno quindi 26 i calciatori che andranno a comporre le rose delle rappresentative che parteciperanno alla prossima edizione della rassegna continentale. Gli Europei, che prenderanno il via l’11 giugno all’Olimpico di Roma con la partita tra Italia e Turchia, saranno quindi i primi campionati in cui il calcio sperimenterà le rose allargate e la sensazione è che questa sia una soluzione giusta e necessaria in un calcio in cui le partite vengono disputate ogni tre giorni. La notizia, come detto, è stata colta con grande entusiasmo anche dallo stesso Roberto Mancini che si è messo subito al lavoro per capire quali saranno i tre calciatori aggiuntivi che porterà con sé agli europei. Al momento i favoriti sembrano essere Politano, Sensi ed El Shaarawy anche se Cristante e Bernardeschi scalpitano per guadagnarsi la fiducia di Mancini. A prescindere da quali saranno le scelte del tecnico marchigiano, l’Italia si presenta alla rassegna continentale come una delle squadre da battere, testimonianza confermata anche dalle scommesse PlanetWin 365 su Euro 2021 che vedono gli azzurri in leggero svantaggio solo rispetto a Francia e Belgio.

Quella di allargare le rose a 26 unità è una scelta che si inserisce in un periodo di grandi cambiamenti che pare destinato a cambiare per sempre il gioco del calcio. Le stagioni sono sempre più lunghe, gli impegni sempre più ravvicinati, i calciatori non riescono più a riposare e a guadagnare le energie ed ecco che quindi l’UEFA è costantemente al lavoro per tutelare la salute dei propri tesserati. Come raccontato anche da La Repubblica, già l’anno scorso era giunta la decisione dei vertici del calcio europeo di aumentare il numero di sostituzioni effettuabili all’interno dell’incontro da tre a cinque e anche in quel caso, dopo lo scetticismo iniziale, quella decisione era stata giudicata positivamente sia dagli stessi calciatori che dai tifosi. Certo, sia quella dell’allargamento delle rose che quella dell’aumento del numero di sostituzioni sono delle modifiche regolamentari che, almeno potenzialmente, sembrano destinate a favorire sempre di più le squadre più ricche e con le rose più profonde a discapito di quelle peggio attrezzate, ma la sensazione è che ormai il calcio stia andando in questa direzione anche se non è dato sapere se le cose miglioreranno o peggioreranno rispetto al calcio conosciuto sino a oggi.

Il calcio è cambiato, continua a cambiare e cambierà ancora nei prossimi anni e non resta altro da fare che accettare questi cambiamenti e lavorare per far sì che il calcio del futuro sia un calcio sempre più giusto e accessibile.

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