Coldiretti bacchetta la Regione Toscana: disattese promesse agli agricoltori su fauna selvatica

Il presidente di Coldiretti Toscana chiede una delibera che autorizzi gli agricoltori a difendere i propri fondi dai cinghiali e dai selvatici.

FIRENZE – È necessario cambiare le regole, così non è possibile andare avanti. In materia di fauna selvatica, gli agricoltori si sono ancora una volta visti sbattere la porta in faccia, le promesse non sono state mantenute e gli impegni sono stati disattesi: ecco quanto denuncia Coldiretti Toscana dopo l’ultimo atto della Giunta regionale

“Sulla fauna selvatica, dai cinghiali ai piccioni selvatici, la Giunta regionale della Toscana deve passare dalle parole ai fatti, prende impegni concreti e soprattutto la smetta di scegliere di non decidere, perché i tempi sono maturi per aiutare agricoltori e allevatori a salvare campi, produzioni e allevamenti dalla fauna selvatica”, insiste il presidente Fabrizio Filippi.

Coldiretti Toscana allora aspetta sulla porta il nuovo Governo regionale che prenderà vita dopo le elezioni del 20 e 21 settembre, auspicando una rinnovata sensibilità verso il problema della fauna selvatica che, da anni ormai, esaspera gli agricoltori della regione.

Il presidente di Coldiretti Toscana spiega chiaramente la posizione degli agricoltori:  “Non possiamo più transigere, si dovrà passare con il nuovo Governo regionale senza indugi dalle parole ai fatti con una delibera di Giunta completa del passaggio fondamentale che autorizzi gli agricoltori ad intervenire direttamente sui propri fondi per difendersi dai cinghiali e dai selvatici. Il patrimonio agroalimentare e zootecnico conservato nel tempo dalle oltre 40 mila imprese agricole con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture agricole storiche, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e il mantenimento delle tradizioni alimentari, un tesoro messo a rischio dall’avanzata dei cinghiali che sempre più spesso in queste aree si spingono fin dentro i cortili e sugli usci delle case, scorrazzando per le vie dei paesi o sui campi, nelle stalle e nelle aziende agricole”.

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