Cambiamenti ormonali in gravidanza: cosa possono causare?

Per l’organismo femminile, il periodo della gravidanza è associato ad un profondo e radicale cambiamento che si riflette tanto sulla salute fisica, quanto sul benessere psicologico.

Le conseguenze variano da persona e persona, ma ciò che accomuna le donne in dolce attesa è l’aumento della concentrazione di estrogeni e progestinici nel sangue in circolazione, da cui possono dipendere diverse problematiche: da una maggiore risposta antinfiammatoria al sanguinamento delle gengive. Le quali, senza un adeguato controllo da parte del proprio dentista di fiducia, rischiano di andare incontro ad infezioni e patologie (tra cui la parodontite).

Va sottolineato, comunque, che al giorno d’oggi esistono metodi efficaci e, al tempo stesso, minimamente invasivi per il trattamento di tali disturbi, anche nel periodo della gestazione.

Tra questi, il laser Neodimio consente di dire addio agli interventi chirurgici e risolvere un gran numero di patologie gengivali. In merito, il Dott. Francesco Martelli, fondatore dell’Istituto di ricerca Microdentistry di Firenze e delle cliniche Excellence Dental Network, ha realizzato un protocollo terapeutico chiamato Perioblast, che prevede un approccio genomico e metagenomico alla parodontite. Come indicato su excellencedentalnetwork.com, la cura laser permette la decontaminazione batterica in profondità e senza ricorrere ad anestesia, incisioni e punti di sutura, garantendo percentuali di riuscita elevate, superiori all’operazione classica.

Infezioni gengivali: i rischi per la donna e il bambino

Ad ogni modo, la migliore risposta alle problematiche derivanti dai cambiamenti ormonali tipici della gravidanza rimane sempre la prevenzione. Ciò vale, in maniera particolare, per le donne affette da parodontite ancora prima di rimanere incinte, per le quali esiste un rischio elevato di peggioramento dell’infezione proprio durante i nove mesi della gestazione.

Tutto ciò – come dimostrano vari studi in merito – comporta gravi conseguenze non soltanto per la donna stessa, ma anche per il nascituro. Difatti, le infezioni gengivali, tra cui appunto la parodontite, mettono in circolazione una quantità di tossine e mediatori infiammatori tale da provocare, in alcuni casi, l’anticipazione del parto ed il conseguente sottopeso del bambino.

Dunque, è bene prestare una particolare attenzione alle condizioni di salute delle gengive, soprattutto nel periodo antecedente al parto, cercando di mettere in atto abitudini igieniche e comportamentali corrette nella vita di tutti i giorni. A questo proposito, ricordiamo, è utile attenersi in maniera quanto più fedele alle indicazioni e ai suggerimenti forniti dagli esperti.

Come prevenire il sanguinamento gengivale in gravidanza?

Gli specialisti consigliano di adottare alcune semplici regole per la prevenzione delle infezioni gengivali in gravidanza. Innanzitutto, bisognerebbe prenotare tempestivamente una visita dal dentista, a partire dalle prime settimane di attesa. In questo modo, è possibile rilevare – o escludere – la presenza di parodontiti (anche se in forma iniziale) e, quindi, dare il via alle terapie del caso. Il secondo aspetto che merita un’attenzione speciale è l’igiene orale, alla quale occorre dedicare, quotidianamente, il giusto tempo e la dovuta cura: l’ideale, a detta degli esperti, è utilizzare il filo interdentale (o uno scovolino), seguito dallo spazzolino elettrico per almeno quattro minuti, in modo da rimuovere sia la placca che i residui di cibo tra i denti. In aggiunta, le donne che presentano una maggiore tendenza alle infiammazioni orali possono ricorrere ad un collutorio che contenga oli essenziali o clorexidina in bassa concentrazione.

Infine, è fortemente consigliato prenotare da un minimo di due a più sedute di igiene orale professionale nel corso dei nove mesi, per ottenere una protezione ancora più completa dai batteri presenti nella placca. Al contempo, ciò permette di evitare lo sviluppo di infezioni in forma acuta, per le quali si renderebbe necessario un trattamento farmacologico o chirurgico che, a sua volta, potrebbe mettere ulteriormente sotto sforzo l’organismo della gestante.

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