Calo donazioni sangue, appello Asl Toscana sud est per non smettere di donare

“Si può continuare a donare in tutta sicurezza come di consueto e dobbiamo farlo perchè il sangue è sempre indispensabile e salva le vite”.

Con questo appello la Asl Toscana sud est si associa al Centro Nazione Sangue nell’azione di sensibilizzazione dopo la segnalazione alle aziende sanitarie di una decisa diminuzione delle donazioni riscontrabile negli ultimi mesi a livello nazionale e che interessa particolarmente i gruppi A e 0, negativo e positivo.

Tale calo potrebbe derivare dal contesto di timore creato dall’emergenza coronavirus. E’ un errore pensare che l’eventuale diffusione del virus riguardi le donazioni di sangue che sono e non certo da adesso garantite da un servizio effettuato nel rispetto di tutte le norme igieniche e da personale esperto. Inoltre non vi è nessuna evidenza scientifica che ne dimostri la correlazione.
Tuttavia, per tutelare ancora di più i donatori, anche la Sud est ha previsto, dove necessario, percorsi dedicati di accesso ai centri trasfusionali degli ospedali.

Area grossetana

All’ospedale Misericordia di Grosseto, chi vuole donare potrà arrivare, accedendo in auto  dall’ingresso su via senese, fino alla sbarra davanti al parcheggio del nuovo blocco ospedaliero. Lì, suonando il campanello, un operatore darà istruzioni su dove parcheggiare all’interno dell’area e come raggiungere il Trasfusionale seguendo la segnaletica predisposta, fino al vecchio ingresso al piano -1.  I donatori che comunque avranno già la prenotazione, devono essere in possesso di autocertificazione per l’accesso al parcheggio nella zona riservata.

“L’emergenza coronavirus sta pesando in maniera significativa sulle donazioni di sangue che nei primi due mesi del 2020 hanno subito un decremento di 172 donazioni rispetto al solo mese di dicembre 2019, molto meno rispetto a quanto accadeva nell’arco di un solo mese prima dell’emergenza coronavirus – spiega Fabrizio Niglio, direttore UOC Immuematologia e Medicina Trasfusionale – Questi dati ci devono far riflettere sulla necessità di tenere alta l’attenzione e di un’azione comune per mantenere il livello delle donazioni a un valore tale da consentirci di poter curare tutti i pazienti che hanno necessità di sangue, per trasfusioni come i pazienti affetti da patologie croniche (anemia, talassemia, tumore, patologie dell’anziano), interventi chirurgici inderogabili ed eventi traumatici. La carenza di sangue sta interessando tutta l’Italia, questo significa che non potremo contare sul supporto delle altre regioni. Faccio quindi un appello a tutta la popolazione affinchè, chi può, venga a donare sangue. Il personale sanitario del Trasfusionale del Misericordia e le associazioni di volontariato saranno come sempre a supporto dei pazienti. Le urgenze anche nel tempo del coronvirus non si fermano e c’è sempre e comunque bisogno di sangue disponibile per fronteggiarle. Continuiamo ad avere le stesse richieste di sangue ma con un numero di donatori nettamente ridotto. L’accesso al Trasfusionale è sicuro e tutti i donatori vengono controllati subito prima di iniziare il percorso donazione (pre triage). Chi già è donatore conosce bene la scrupolosità con cui operiamo e in questo delicato momento ancora di più. Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti e maggiori informazioni allo 0564 – 485235 o 0564- 48618”.

Area aretina

La modalità di accesso al Centro trasfusionale del San Donato resta invariata dato che si accede tramite ingresso indipendente. All’entrata, i donatori troveranno un infermiere che eseguirà un pre-triage con misurazione della temperatura e somministrazione di gel alcolico igienizzante.

“Anche la provincia di Arezzo sta subendo un forte calo delle donazioni pari al – 25% – spiega Roberto Zadi, direttore Uosd Immunoematologia e medicina trasfusionale – Tra gennaio e i primi giorni di febbraio di questo anno, abbiamo raccolto dalle 132 alle 145 unità di sangue, nelle scorse settimane il numero è sceso a 77. In situazione di normalità, il nostro centro riceve ogni giorno circa 35 donatori,   nell’ultimo periodo sono a mala pena 12. L’emergenza sangue è evidente e generalizzata, i timori delle persone sono comprensibili, ma i pazienti che hanno necessità di trasfusioni non possono aspettare che passi questo momento. I presidi ospedalieri pubblici hanno interrotto tutte le attività programmate, ma oltre alle urgenze, rimangono tutti quei pazienti con patologie croniche di natura ematologica e non, tutte persone la cui qualità della vita, o la vera e propria sopravvivenza è legata alla trasfusione di sangue e di piastrine. L’unica raccomandazione importante è quella di prendere appuntamento e rispettare scrupolosamente l’orario assegnato per evitare inutili assembramenti”.

Area senese

Per quanto riguarda i due presidi ospedalieri di Campostaggia a Poggibonsi e Nottola a Montepulciano non si è fortunatamente registrata la stessa situazione di carenza di sangue degli altri ospedali. Ciò non toglie che resta di assoluta importanza mantenere il trend positivo attuale anche in ottica di eventuale sostegno alle altre province.

Anche prima dell’emergenza COVID-19, chi effettuava una donazione veniva controllato attraverso una serie di analisi del sangue e la rilevazione della temperatura, come da prassi. Ad ogni modo, al momento attuale è impossibile accedere negli ospedali  e raggiungere i reparti senza passare dai check point, organizzati alle entrate principali dei presidi che filtrano e monitorano l’ingresso delle persone.

Alla luce dell’attuale situazione nel nostro paese, il Centro Nazionale Sangue ha ritenuto comunque necessario diffondere una circolare con le misure che i donatori devono adottare, consultabile al link https://www.centronazionalesangue.it/.

L’appuntamento per la donazione avviene tramite le associazioni di volontariato delle diverse province (AVIS, Gruppi Fratres e CRI) con le quali, come sempre l’Azienda opera in stretto contatto o direttamente presso i Centri Trasfusionali.

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