AGRICOLTURA – Torna la scuola per operatori agricoli. Saccardi: “Un investimento sul futuro”

Torna AgriFormChianti, il corso triennale per l’istruzione e la formazione professionale, legata alla figura dell’operatore agricolo.

Promossa dai Comuni del Chianti e dell’area fiorentina (Barberino Tavarnelle, Greve in Chianti, San Casciano in Val di Pesa, Bagno a Ripoli) e finanziata dalla Regione Toscana (270mila euro attraverso fondi ministeriali) nell’ambito di GiovaniSì, l’iniziativa è dedicata a giovani di età compresa tra i 14 e i 18 anni.

La scuola, Agri.Form.Chianti, gestita da Chiantiform, ha sede a San Casciano in Val di Pesa e propone una modalità di apprendimento outdoor in cui le 3165 ore complessive che costituiscono il percorso formativo alterneranno lezioni in aula e all’aperto, a contatto diretto con la campagna chiantigiana. L’obiettivo è quello di formare gli agricoltori del futuro, in modo empirico, sul campo, tra le vigne e gli ulivi delle colline fiorentine, fornendo un’alternativa educativa e professionale ai giovani in uscita dalla scuola secondaria di primo grado e a coloro hanno abbandonato la scuola tradizionale.

Dopo il successo delle edizioni precedenti, i Comuni del Chianti rilanciano la scuola, gratuita, che permette di assolvere all’obbligo scolastico e aperta a tutte le ragazze e ai ragazzi che mira a contrastare il fenomeno relativo alla dispersione scolastica.

“Una bellissima iniziativa che i comuni del Chianti hanno favorito e che si ripete per una nuova edizione – ha detto la vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi – L’obiettivo è formare sempre più operatori agricoli non solo sui banchi delle scuole specifiche ma anche nelle aziende e sul territorio anche perché in questo periodo i pandemia abbiamo assistito a un rinnovato interesse da parte dei giovani nei confronti del mondo dell’agricoltura. E questa iniziativa credo sia un segnale di fiducia estrema nel futuro, una prospettiva molto interessante per i giovani sulla quale li invitiamo a riflettere. Oggi l’agricoltura non è quella di una volta, è fatta di tecnologia e attenzione all’innovazione e al tempo stesso del tentativo di coniugare innovazione e rispetto della tradizione e della qualità degli alimenti. Soprattutto l’agricoltura avrà una grandissima responsabilità – come dimostrerà il G20 dell’agricoltura che si svolgerà a Firenze dal 16 al 18 settembre – per essere elemento di lotta ai cambiamenti climatici. Un maggiore investimento nella formazione dei giovani sarà un investimento importante sul futuro della Toscana e di tutto Pianeta”.

“L’obiettivo è quello di formare gli agricoltori del futuro, in modo empirico – dichiarano i sindaci Roberto Ciappi, Paolo Sottani, Francesco Casini e David Baroncelli – sul campo, tra le vigne e gli ulivi delle colline fiorentine, fornendo un’alternativa educativa e professionale ai giovani in uscita dalla scuola secondaria di primo grado e a coloro hanno abbandonato la scuola tradizionale”. Dopo il successo delle edizioni precedenti, i Comuni del Chianti rilanciano la scuola, gratuita e aperta a tutte le ragazze e ai ragazzi, che mira a contrastare il fenomeno, sempre più diffuso anche in Toscana, relativo alla dispersione scolastica.

“Il valore aggiunto di quest’attività condotta da docenti e tutor altamente qualificati – spiega la presidente di Chiantiform Elisa Corneli – è quello di offrire un’esperienza diretta nel mondo del lavoro che alterna lezioni in aula e tra i campi. Nelle 3165 ore complessive sono previsti infatti periodi di tirocinio presso le aziende del settore per un totale di 800 ore nel secondo e nel terzo anno del percorso”. Altra importante novità è l’introduzione di alcuni temi sperimentali che ampliano e arricchiscono il bagaglio di competenze legate alle declinazioni contemporanee e innovative del fare agricoltura. “La preparazione degli allievi – aggiunge il direttore di Chiantiform Giordano Meneghini – sarà potenziata con l’acquisizione di competenze relative a settori specifici come la filiera agroalimentare, a biomasse e bioenergie, la digitalizzazione e l’agricoltura di precisione”.

Nella nostra regione la quota di giovani che non lavorano e non studiano, i Neet, è scesa al 16,2% contro il 23,4 della media nazionale. L’obiettivo del percorso triennale, oltre all’acquisizione da parte degli allievi delle competenze di base utili all’assolvimento dell’obbligo di istruzione, è la formazione di una figura con un’ampia preparazione in ambito agricolo in relazione a tutte le operazioni relative alla lavorazione della terra. Gli obiettivi professionalizzanti del percorso corrispondono a quelli della qualifica di III livello EQF di “Addetto agli interventi tecnici ed agronomici sulle coltivazioni e alla gestione di impianti, macchine ed attrezzature”.

Sono i numeri a confermare le garanzie occupazionali che il corso offre ai ragazzi di età inferiore ai 18 anni in possesso del titolo conclusivo del primo ciclo di istruzione: il 90 per cento dei ragazzi diplomati ha trovato un’occupazione e il 30 per cento è stato assunto a tempo indeterminato nell’ambito di una fitta rete di collaborazioni attivate con le aziende agricole locali.

Gli operatori saranno formati per la conduzione delle produzioni arboree, erbacee ed ortofloricole, la gestione degli impianti, delle macchine e delle attrezzature, la pianificazione e l’organizzazione delle fasi di sviluppo dei processi. Una volta diplomati operatori agricoli, i giovani potranno occuparsi anche della produzione aziendale, dalla trasformazione alla vendita dei prodotti, della verifica e controllo delle attività. La scuola prevede l’acquisizione di competenze, come previsto dalla normativa,
linguistiche, matematiche, scientifiche, tecnologiche; storico, socio-economiche.
La formazione è gratuita e la frequenza obbligatoria.

 

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