L’arte che si fa vita, a Lubiana la storia d’amore e sacrificio di Marina Abramović e Ulay

Esiste un confine sottile dove l’arte smette di essere un oggetto da guardare e diventa un’esperienza da vivere. È questo che si respira visitando la mostra “ART VITAL – 12 Years of Ulay / Marina Abramović”, ospitata presso la suggestiva Galleria Cukrarna di Lubiana fino al 3 maggio 2026.

La scelta della sede non è casuale. La Cukrarna è oggi uno dei centri d’arte contemporanea più affascinanti d’Europa, ma la sua storia inizia nel 1828 come una raffineria di zucchero. Dopo un passato travagliato e anni di abbandono, questo enorme edificio industriale affacciato sul fiume Ljubljanica è stato trasformato in uno spazio espositivo mozzafiato. Con i suoi ampi volumi bianchi, le travi a vista e un’architettura che unisce il fascino del recupero industriale alla modernità più estrema, la galleria offre il “respiro” perfetto per ospitare le opere monumentali e le performance video della coppia Abramović-Ulay.

Un legame oltre il tempo

Visitare l’esposizione in questi giorni invernali permette di immergersi totalmente nel racconto di un connubio artistico nato nel 1976 e durato dodici anni. Marina e Ulay (pseudonimo di Frank Uwe Laysiepen) non erano solo una coppia: erano un unico corpo artistico. La mostra non segue un rigido ordine storico, ma si sviluppa attraverso temi che esplorano la resistenza fisica, la fiducia e il superamento dei propri limiti.

ART VITAL – 12 Years of Ulay / Marina Abramović
ART VITAL – 12 Years of Ulay / Marina Abramović
Protagonista assoluta dell’esposizione è Marina Abramović, un’icona che ha cambiato per sempre la storia dell’arte contemporanea. L’artista serba ha dedicato cinquant’anni di carriera a esplorare i limiti del dolore, della resistenza e del rapporto tra pubblico e artista. La sua fama internazionale è legata alla capacità di rendere il proprio corpo uno strumento politico e spirituale. Per il pubblico italiano, l’attesa è già altissima: dopo il successo di Lubiana, Marina Abramović sarà protagonista di “Transforming Energy” una nuova grande mostra alle Gallerie dell’Accademia di Venezia nel corso del 2026, in concomitanza con i principali eventi culturali della Biennale Arte in Laguna.
Menzione speciale va a Ulay, scomparso nel 2020. Tedesco di nascita ma cittadino del mondo, Ulay ha vissuto gli ultimi anni della sua vita proprio a Lubiana, città che amava profondamente e che oggi lo celebra con questa grande retrospettiva. Il percorso espositivo mette in luce anche la sua biografia personale, fatta di viaggi e di una costante ricerca sull’identità. La scelta di Lubiana come sede della mostra non è quindi casuale: è un omaggio al legame profondo tra l’artista e la capitale slovena, dove aveva stabilito la sua residenza e il suo studio creativo.

Il Manifesto “Art Vital”: la vita come opera

Al centro della mostra di Lubiana c’è il concetto di Art Vital, il manifesto programmatico che Marina e Ulay elaborarono per definire la loro unione artistica e di vita. I punti cardine erano radicali: nessuna dimora fissa, movimento permanente, contatto diretto, test dei propri limiti e, soprattutto, l’assenza di un palcoscenico tradizionale. Per loro, l’arte non doveva essere una finzione, ma doveva scaturire direttamente dall’energia vitale e dal superamento del dolore fisico e psicologico. In questo contesto, l’individuo scompariva per dare vita a una “terza entità” nata dalla loro fusione.

La vita nel furgone e il corpo come tela

La mostra di Lubiana documenta dodici anni di vita vissuta ai limiti. Tra le installazioni più iconiche spicca il celebre furgone Citroën HY, il mezzo di trasporto (e casa mobile) che Marina e Ulay utilizzarono per cinque anni, dal 1976 al 1980, viaggiando attraverso l’Europa. Il veicolo esposto non è solo un cimelio, ma il simbolo della loro scelta di vita nomade, povera di mezzi ma ricchissima di stimoli artistici, dove il confine tra quotidianità e arte era totalmente inesistente.
Tra le sale della Cukrarna, i visitatori possono rivivere le performance più celebri attraverso video, fotografie e oggetti di scena originali. Spiccano installazioni che documentano momenti estremi:

Breathing In / Breathing Out: dove i due artisti respiravano l’uno l’aria dell’altra fino quasi a soffocare, simbolo di una dipendenza totale.

AAA-AAA: una sfida a colpi di urla faccia a faccia, per testare la forza della voce e della presenza.

The Lovers: il video-racconto della loro separazione definitiva sulla Muraglia Cinese, un cammino di 2.500 chilometri fatto solo per dirsi addio.

Tra le opere fruibili dai visitatori della mostra Art Vital spiccano i filmati di una delle loro azioni più celebri e discusse: Imponderabilia presentata originariamente a Bologna nel 1977. In questa performance, Marina e Ulay stavano nudi l’uno di fronte all’altra sulla soglia stretta di una porta, costringendo i visitatori a passare fisicamente nello spazio esiguo tra i loro corpi, scegliendo a chi volgere lo sguardo.

ART VITAL – 12 Years of Ulay / Marina Abramović
ART VITAL – 12 Years of Ulay / Marina Abramović

ART VITAL – 12 Years of Ulay / Marina Abramović
30 novembre 2025 – 3 maggio 2026

Curatori: Alenka Gregorič and Felicitas Thun-Hohenstein in collaboration with Sydney Fishman from the Marina Abramović Archives and the ULAY Foundation.

Per maggiori informazioni sulla mostra è possibile visitare il sito della Galleria Cukrarna

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